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Approvata in Veneto la legge per l’attrazione degli investimenti
A maggioranza e senza voti contrari, ma con l’astensione delle opposizioni, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Disegno di legge della Giunta regionale “Disposizioni in materia di attrazione degli investimenti nel Veneto”. Il voto, nel pomeriggio del 26 febbraio, dopo l’esame di una trentina di emendamenti che restavano da affrontare.
Il testo
Il Dl punta a favorire l’insediamento nel territorio regionale di nuovi sistemi produttivi di imprese o aggregazioni di imprese e l’espansione di insediamenti esistenti, anche mediante la realizzazione di programmi di riconversione produttiva o il riutilizzo di impianti inutilizzati o dismessi. L’obiettivo è aumentare l’attrattività del territorio regionale per gli investitori nazionali ed esteri; accrescere la competitività e la produttività del sistema economico veneto; favorire il rilancio produttivo a partire dai settori strategici, contrastando la delocalizzazione anche attraverso interventi atti ad agevolare le imprese, in particolare quelle che si impegnano a mantenere la loro presenza nel territorio regionale, salvaguardando l’occupazione e il lavoro.
Il testo contempla diverse misure per attrarre gli investimenti in Veneto da parte di imprese di altre regioni ed estere, al fine di generare opportunità di crescita, innovazione, trasferimento tecnologico e integrazione nelle catene di valore globale. «Con questa legge diciamo a voce alta, e investendoci 47 milioni di euro, che il Veneto è terra fertile non solo per le Pmi, ma anche per la grande impresa capace di portare nuova linfa alla nostra terra. Di fatto, il modello veneto di imprenditorialità potrà sostenere circa 50 progetti che grazie all’effetto moltiplicatore garantito dall’intervento regionale si prevede genereranno oltre 140 milioni di euro di nuovi investimenti. Una misura anticrisi non da poco, che apre la strada alla creazione di nuovi insediamenti produttivi. Avranno titolo preferenziale gli investimenti diretti alla riconversione e al riutilizzo degli stabilimenti nei settori strategici per la nostra economia. Oggi prendiamo per mano e accompagniamo chi vuol investire nella nostra terra, contribuendo alla crescita del Pil che nel 2024 è stata dello 0,5% e nel 2025 è prevista allo 0,6%, a livello di Lombardia ed Emilia» dice l’assessore allo Sviluppo economico Roberto Marcato
Le posizioni
Per Marcato «dopo un anno di lavoro in Commissione, recependo le istanze di più parti, abbiamo approvato una legge che accrescerà ulteriormente il prestigio e la competitività della nostra regione incentivando le imprese a investire in Veneto e a reinsediare sul nostro territorio le lavorazioni delocalizzate negli anni scorsi. E’ il primo provvedimento che riguarda le grandi aziende, con evidenti effetti in termini di indotto per il nostro tessuto produttivo fatto da piccole e micro imprese. Questa legge è detonatore di progresso per il Veneto, un grande passo in avanti per il futuro: per me è una grande soddisfazione». Marcato ha anche respinto le critiche dell’opposizione di non aver messo in piedi un vero Piano strategico industriale. «Questo provvedimento non doveva essere omnibus che, per accontentare tutti, avrebbe poi finito per scontentare tutti – ha aggiunto l’assessore – È una parte di un tutto molto più vasto, che deve raggiungere determinati obiettivi, soprattutto quello di creare un ecosistema accogliente per le imprese, che parli lo stesso linguaggio degli imprenditori, che agevoli chi abbia voglia di fare impresa».
Per Arturo Lorenzoni (Portavoce opposizione) un risultato è che «per la prima volta, la maggioranza ha preso la parola in Aula», ma ha sottolineato «diverse criticità. Credo che sia stata molto più efficace l’azione ministeriale per attrarre investimenti esteri. E così mi viene un dubbio: siamo sicuri che la nostra legge sia in grado di differenziare il Veneto rispetto ad altri territori, vista l’asticella alta fissata a livello nazionale?. Dobbiamo essere innovativi e creare accessi diretti tra aziende e percorsi formativi – ha aggiunto Lorenzoni – Dobbiamo dare spazio ai giovani: il valore incrementale verrà nei prossimi anni dalle imprese della conoscenza; abbiamo bisogno di giovani capaci e preparati che possano dialogare con chi fa impresa. Chiedo all’assessore Marcato di farsi carico di questi ‘compiti per casa’. E servono veri ecosistemi».
Fonte: Il Sole 24 Ore