BancoBpm, sì dei soci alle modifiche dell’Opa su Anima

BancoBpm, sì dei soci alle modifiche dell’Opa su Anima

L’assemblea degli azionisti di Banco Bpm ha approvato la modifica delle condizioni dell’opa su Anima, autorizzando il rialzo del corrispettivo da 6,2 a 7 euro ad azione e dando al consiglio di amministrazione la facoltà di procedere anche in assenza dei benefici del Danish Compromise e anche in caso di conseguimento di una partecipazione inferiore al 66,67%. A favore della proposta si è espresso il 97,64% del capitale presente.

L’assise

«Considerando che con le adesioni già ottenute raggiungeremo il 44,8% del capitale» di Anima «il successo dell’operazione è abbastanza scontato». Lo ha dichiarato l’a.d. di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, nel corso dell’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il rilancio dell’offerta. Alle nuove condizioni Banco Bpm ha già ottenuto l’adesione dei soci Poste e Fsi, nonché quella di alcuni manager di Anima, tra cui l’a.d. Alessandro Melzi d’Eril.

La riunione a Milano è chiamata ad approvare il rilancio dell’Opa su Anima e la delega al cda per l’eventuale rinuncia ad alcune condizioni di efficacia dell’operazione. «Credo sia la prima volta che una grande società quotata si riunisce con la presenza dei soci dopo l’avvio dell’emergenza pandemica», ha ricordato aprendo i lavori il presidente Massimo Tononi. Presenti nei padiglioni del Mico a Milano 3.536 azionisti in rappresentanza del 56,644% del capitale. Nessuna novità dalla lettura del libro soci, con il Credit Agricole al 9,9% (la Banque Verte ha anche un 5% potenziale tramite derivati), Deutsche Bank al 5,18% come emerso ieri, Blackrock al 5,04% (quota detenuta per gestione del risparmio) e Jp Morgan al 3,6%.

Il nodo danese

«Aspettiamo con molta serenità, non possiamo essere noi a dettare i tempi ai regolatori ma siamo stati molto trasparenti nel dire il punto di atterraggio del capitale sia con il Danish Compromise che senza» ha detto poi Castagna parlando delle tempistiche sul responso di Bce alla concessione dei benefici patrimoniali legati al ’Compromesso Danese’. L’esperienza in casi analoghi a quelli del Banco, ha ricordato, «finora è stata del 100% positiva». «Bce ci ha detto che l’autorizzazione è ancora pendente e stanno facendo degli approfondimenti con l’Eba».

Fonte: Il Sole 24 Ore