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Beko, i tagli tra i colletti bianchi scendono a 600
Nella vertenza Beko arriva un’ulteriore riduzione degli esuberi che questa volta riguarda i colletti bianchi, ossia gli impiegati e i ricercatori che sono stati al centro dell’incontro odierno al Mimit. La multinazionale ha spiegato ai sindacati che gli esuberi dichiarati nell’area impiegatizia sono stati ridotti da 678 a 600, dopo che lunedì è stata annunciata una riduzione dei tagli di oltre 300 unità full time equivalent nell’area produttiva. Per i sindacati si tratta di un livello assai elevato (la vertenza è partita con 1.935 esuberi tra tutti i siti produttivi presenti in Italia) che necessita di essere rivisto alla luce anche «di alcune decine di assunzioni che la multinazionale ha programmato nella divisione R&S del lavaggio in Turchia», scrivono in una nota unitaria Fiom, Fim e Uilm. Il clima sembra comunque costruttivo e c’è l’intenzione di arrivare a un accordo quadro complessivo entro marzo, che poi porterà verso accordi sui singoli siti.
Le riduzioni di esuberi, così come il ripensamento sulla chiusura del sito di Comunanza, stanno consentendo alla trattativa di fare passi avanti, ma restano numerosi nodi da sciogliere. Il primo riguarda la chiusura dello stabilimento di Siena che per i sindacati è dirimente. Senza trovare una soluzione per Siena non ci sarà nessun accordo. Sul punto è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, spiegando che «è chiaro che c’è un problema anche del Governo che deve insieme a noi muoversi affinché il Gruppo e la multinazionale si prenda quegli impegni rispetto alla continuità nel nostro Paese. Sicuramente per quello che riguarda Siena c’è bisogno di un impegno maggiore anche in termini economici da parte di Beko, se si vuole dare sostanza e credibilità all’idea di una continuità produttiva di questo stabilimento. Continuano ad esserci esuberi dichiarati in tutti gli stabilimenti, spostamenti di produzioni, rimangono problemi aperti anche per tutto il settore della ricerca ed il resto – continua Landini -. Ad oggi non è superata l’idea di un indebolimento strategico e strutturale delle attività nel nostro Paese, questo è il punto di fondo e naturalmente c’è bisogno di raggiungere un equilibrio che dia la concreta prospettiva in questa direzione». Per i sindacati vanno individuati gli strumenti per rendere l’operazione socialmente sostenibile, tra ammortizzatori, incentivi all’esodo, prepensionamenti e reindustrializzazione del sito su cui è sceso in campo lo stesso Mimit, alla ricerca, insieme a Invitalia, di un investitore. Il nodo centrale della trattativa, diventa proprio la proprietà dello stabilimento di Siena dove la multinazionale è in affitto.
Oltre ai sindacati toscani, sul territorio fanno sentire la propria voce anche quelli delle Marche. Se le percentuali date nello scorso incontro, «vale a dire con il 43% degli esuberi localizzato nel fabrianese, questa discesa odierna, significherebbe 35/40 dipendenti in meno», evidenzia Pierpaolo Pullini, componente della segreteria della Fiom di Ancona e responsabile per il distretto economico-produttivo di Fabriano (Ancona). Quindi a conti fatti, 180 esuberi tra i colletti bianchi degli enti di staff e di ricerca presenti nel fabrianese. Ricapitolando per le Marche stiamo parlando di 80/100 esuberi a Comunanza (Ascoli Piceno), 250 circa a Fabriano, 68 lavoratori del sito di Melano e, appunto, i circa 180 impiegati, dirigenti, quadri. Per i sindacati, inoltre, oltre al numero degli esuberi complessivi, i punti da superare per arrivare a un accordo quadro sono anche gli strumenti per rendere socialmente sostenibili gli esuberi stessi, nonché gli impegni industriali per tutti gli stabilimenti, oltre, come detto la definizione di un percorso credibile di reindustrializzazione per Siena.
Per la multinazionale, «l’incontro è stato molto approfondito e costruttivo, con grande spirito di collaborazione emerso da tutte le parti al tavolo – commenta Maurizio David Sberna, direttore relazioni esterne di Beko Europe –. Al prossimo incontro, in programma il 14 marzo, ci auguriamo possiamo ulteriormente procedere verso una conclusione condivisa della vertenza che possa offrire risposte efficaci ed evitare ulteriori perdite alle attività italiane del Gruppo». Esaurita la discussione sulle riduzioni degli esuberi tra tute blu e colletti bianchi, nelle prossime due settimane in Beko si comincerà a lavorare ai piani che riguardano gli ammortizzatori e gli incentivi.
Fonte: Il Sole 24 Ore