Bollette, il governo studia il decreto: ipotesi bonus più alto concentrato su tre mesi

Bollette, il governo studia il decreto: ipotesi bonus più alto concentrato su tre mesi

Il governo cerca una quadra non facile sul nuovo pacchetto di aiuti contro il caro energia atteso al Consiglio dei ministri di domani insieme al disegno di legge delega sul nucleare. Ieri ministri competenti, con il titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin in prima linea, e tecnici si sono ritrovati a Palazzo Chigi per un nuovo confronto interlocutorio con l’obiettivo di trovare un punto di caduta che assicuri, come ha chiesto la premier Giorgia Meloni, misure concrete e dagli effetti visibili per le famiglie e le imprese.

La coperta, nonostante il pressing di questi giorni, continua a essere molto corta – impossibile andare oltre la dote dei 2,8-2,9 miliardi faticosamente recuperata dal Mef – e questo rende particolarmente complesso la ricerca del giusto punto di equilibrio tra la necessità di fornire un salvagente efficace alle famiglie più in difficoltà, che sono quelle più esposte ai rincari di luce e gas, e l’esigenza di non tralasciare un segnale anche verso le imprese, i cui appelli, non solo quelli lanciati dagli energivori, si sono intensificati nelle ultime settimane.

La soluzione del rebus, però, non è semplice. Perché le risorse a disposizione non sono infinite ma, come ha ricordato ieri anche Pichetto Fratin, «è un momento particolare per il nostro Paese, per questo è necessaria la massima attenzione e il massimo dello sforzo sociale nei confronti dei cittadini e nell’accompagnare le imprese anche perché in ballo c’è la competitività delle imprese».

Meloni, dal canto suo, ha sollecitato a favore dei nuclei fragili un intervento più incisivo rispetto alla misura concepita inizialmente di un possibile innalzamento fino a 15mila euro (rispetto agli attuali 9.530) della soglia Isee che determina l’accesso allo sconto per le famiglie in condizioni di svantaggio economico o fisico (il bonus sociale).

E questo ha portato a elaborare una nuova ipotesi con l’asticella portata a 20mila euro su cui è stato chiesto all’Arera di formulare delle elaborazioni puntuali in modo da definire esattamente la platea (i potenziali beneficiari sono, da dati Inps, circa 7 milioni), ma soprattutto le modalità di erogazione più efficace dell’aiuto, in linea con la richiesta chiara formulata dalla premier.

Fonte: Il Sole 24 Ore