Cinema chiusi a Roma, intesa tra Regione Lazio e associazioni

Cinema chiusi a Roma, intesa tra Regione Lazio e associazioni

Potrebbe arrivare nella prima settimana di marzo nell’aula del Consiglio regionale del Lazio la proposta di legge sulla semplificazione urbanistica.

Lì dovrebbe prendere forma la nuova versione della norma riguardante i cinema chiusi, al centro di un acceso dibattito che ha travalicato – e di molto – i confini della Capitale. La quadratura del cerchio sarebbe stata trovata a valle di due incontri nel mese di febbraio tra il presidente della Giunta regionale, Francesco Rocca, e le associazioni Anica e Anec. E adesso, aula permettendo, questa soluzione potrebbe rappresentare un punto di equilibrio su un tema che ha catalizzato l’attenzione ben oltre Roma.

Basti pensare agli appelli lanciati da attori e registi italiani, da Carlo Verdone a Paolo Sorrentino, fino a quelli di grandi nomi del cinema internazionale come Martin Scorsese, Steven Spielberg, Guillermo del Toro e George Lucas, solo per citarne alcuni. Tutti mobilitati per la tutela degli spazi culturali della città, allarmati dalla proposta di legge regionale che prevede la possibilità di un cambio di destinazione d’uso per i cinema dismessi.

L’appello è stato inviato, con una lettera, anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sul tema si è espresso anche un’icona fuori dal mondo del cinema, l’ex capitano della Roma, Francesco Totti: «Da bambino, a Porta Metronia, non mi faceva sognare solo il calcio, ma anche il cinema. Nel quartiere ce n’erano tanti: a San Giovanni il Royal, il Paris, il Maestoso… li amavo tantissimo. Non capisco come si possa pensare di trasformare i cinema abbandonati di Roma in centri commerciali e supermercati».

Il tema è tutt’altro che secondario. Solo a Roma, i cinema chiusi sono 42, secondo un elenco visionato dal Sole 24 Ore. Si va dal Metropolitan all’America, dall’Apollo dell’Esquilino all’Augustus di Corso Vittorio.

Fonte: Il Sole 24 Ore