Come superare lo stress del pendolare

Come superare lo stress del pendolare

Se un certo ministro – sì, avete indovinato – sapesse che si può fare autoironia come riesce lo svedese Björn Larsson in Filosofia minima del pendolare sul tema dell’andare e tornare, beh, quel ministro chiederebbe al ministero di acquistare migliaia di libri per distribuirli come viveri di prima sussistenza quando i treni impazziscono o gli scioperi bloccano l’Italia. Ecco, i pendolari potrebbero mitigare rabbia e perdite di tempo fra le pagine di Larsson.

Il libro è la storia semiseria di oltre 40 anni di pendolarismo – male necessario, che a lungo andare esige il suo tributo – fra Svezia, Danimarca e Italia, con traghetti lenti o veloci, piccoli o grandi, autobus, treni, sia diesel che elettrici, aerei, perché «la vita, perlomeno le vite individuali, è a ben vedere una macchina del moto perpetuo piuttosto difettosa». Fra quei difetti, lo scrittore, famoso per La vera storia del pirata Long John Silver, trova modi e tempi per riflettere, provocare, ricordare: scrive un vademecum che dribbla gli ostacoli del pendolare e illumina occasioni e incontri.

Ad esempio, in gran parte le conversazioni sui mezzi pubblici sono preconfezionate in parole ed espressioni scontate, senza un’oncia di inventiva, né nel linguaggio né nel pensiero, ma la quotidianità di chi va e viene non è monotona, fatta com’è di scelte e decisioni. E di incontri con tanti tipi umani: precipitosi e flemmatici, irriguardosi e rispettosi, in scenette esilaranti. Alcuni si sfilano le scarpe e, prima di posare i piedi sul sedile, aprono un giornale: «A volte, specie nei giorni più caldi dell’estate, in realtà si preferirebbe che se le tenessero su, specie gli uomini».

Gran protagonista del pendolarismo, che rimane ancora una questione di classe, è il cellulare: «sembra dotato di un tasto apposito per insipienze e banalità. Un vantaggio comunque ce l’ha il cellulare: si può parlare ad alta voce da soli senza essere presi per pazzi!». Si va di oggetti e viaggiatori smarriti: quando vedono qualcuno con un libro in mano, quanta tenerezza. Ci sono i «cavalieri delle strade» di Danimarca, cioè i vagabondi, che prendono il treno per dormire. Il pendolarismo è una condizione dell’anima e «i pendolari che usano i mezzi pubblici sono un vero movimento di popolo, nonché uno dei prerequisiti perché gli ingranaggi della società non si inceppino. Non sarebbe una buona idea mettere in comune le esperienze più intelligenti fatte nei Paesi, o almeno in Europa, per rendere più semplice e comoda la vita dei pendolari?». Alla fine, conclude Larsson, «i viaggi dei pendolari sono tre puntini tra parentesi» o forse «è come se l’intera esistenza fosse messa tra parentesi». Presa com’è fra pazienza e avventura. Ma non ditelo al ministro.

Björn Larsson, Filosofia minima del pendolare, Iperborea, pagg. 224, € 18

Fonte: Il Sole 24 Ore