Dalle foreste ai fari, luoghi dove il silenzio entra nell’anima

Dalle foreste ai fari, luoghi dove il silenzio entra nell’anima

Quando non si ode nulla o poco, il mondo rumoroso scompare e ci riappropriamo dei nostri suoni, liberi e intimi. Siamo a 1.800 metri d’altitudine, a Plancios, piccola località sopra Bressanone, a sud della Plose, montagna dalla quale sgorga un’acqua benefica. Da lì, come se si fosse a teatro, ci sediamo a vedere lo spettacolo del Sass de Putia e delle Odle: lo sguardo è rapito dagli affascinanti “Monti pallidi”, Patrimonio Unesco. Intorno solo bosco, fitto in un intreccio di abete rosso, larice, cembro e pino mugo il cui profumo balsamico inebria, forte e intenso. L’aria pulita e fresca, il colore intenso del verde intorno, la pace assoluta. Ti accoglie così il Forestis, con la sua energia unica, nella sua luce che cambia con lo scorrere delle ore mentre illumina in modo spettacolare quella gigantesca montagna che sembra volerti parlare, in sintonia con il silenzio, vero protagonista del luogo. Immerso nel verde, favorito dal clima mite, esposto tutto il giorno al sole – né troppo freddo d’inverno né troppo caldo d’estate – da sempre luogo di cura, è qui che i proprietari Teresa Unterthiner e Stefan Hinteregger hanno ridato vita a un antico sanatorio costruito più di 100 anni fa.

Nel bosco di abeti e larici

Preservando tutto il valore storico del complesso, protetto dalle Belle Arti, ricorrendo alla bioarchitettura e nel rispetto di un autentico approccio alla sostenibilità (solo uso di materiali e artigiani locali, cucina quanto più possibile a km zero, approccio all’economia del bene comune verso i dipendenti) hanno creato un retreat eccellente in cui il piacere della quiete e la rigenerazione alpina sono gli ingredienti chiave. L’architettura è ridotta all’essenziale, proprio come ogni albero della foresta si ritira per lasciare spazio all’altro; le attività legate al benessere sono ispirate ai riti dei Celti, antichi abitanti della zona che per primi scoprirono i benefici di quel luogo. A rendere ancora più esclusivo il luogo da qualche mese dopo un meticoloso restauro è stata riportata in vita la dépendance che avrebbe dovuto ospitare il personale medico del vicino sanatorio polmonare, dove oggi sorge l’hotel. Con le sue ampie logge, lo zoccolo in pietra e le facciate in legno, la villa che può ospitare fino a 10 persone riprende la tradizionale architettura alpina delle eleganti residenze di montagna, fortemente influenzata dall’Art Nouveau europea.

Rifugi per l’anina

Come il Forestis altri luoghi in Italia e nel mondo soddisfano quella ricerca del silenzio come via per ritrovare se stessi o semplicemente per evadere dalla routine quotidiana (con la “silence terapy”), un’esigenza sempre più diffusa e che da qualche anno caratterizza un trend consolidato nei viaggi. I paesaggi remoti, naturali o estremi sono particolarmente ricercati da viaggiatori che vogliono riconnettersi con un mondo autosufficiente e quanto più possibile in equilibrio con la natura. Da anni opera perfino Quiet Parks International (QPI), un’associazione senza scopo di lucro che ricerca e certifica i luoghi di pace. Dall’altra parte del mondo c’è perfino chi definisce sacro il silenzio. Il 29 marzo 2025, l’isola di Bali si fermerà completamente per Hari Raya Nyepi, il sacro Giorno del Silenzio. Per 24 ore, niente viaggi, niente luci, niente rumori, un’intera giornata dedicata alla riflessione, alla pace e alla connessione con la natura seguendo una sacra tradizione indù che segna il Capodanno balinese . Un raro momento di completa immobilità, che offre spazio al rinnovamento e all’introspezione lo regala proprio a Bali un’esperienza all’hotel Buahan ( Banyan Tree Escape) immerso nella giungla di Buahan che invita a vivere il Silent Day in perfetta sintonia con la natura. Grazie al suo design all’aperto, le stanze (16 balé privati con vista sulla giungla e sulle montagne), non hanno pareti e porte, ci si ritrova in un rifugio dove regnano tranquillità e serenità, a contatto con la natura.

Nella remota Islanda

Remoto è senza dubbio Eleven Deplar Farm, isolato nell’incontaminata Islanda settentrionale a Knappstaðir. Immerso nel nulla, un tempo ricovero per pecore, il lodge ospita fino a 26 ospiti in 13 camere, all’interno c’è un’eccezionale Spa e uno spazio giochi sormontato dalla magnifica vista sulle circostanti montagne ghiacciate e sulle vallate tentacolari, attraverso gigantesche finestre. In estate si vaga senza meta alla scoperta della “Terra del sole di mezzanotte” oppure, muniti di canna a mosca, ci si dedica alla pesca paziente del salmone sul fiume Fljótaá.

In un eremo contemporaneo

Gli eremi che punteggiano l’Italia sono luoghi di silenzio e pace, destinazioni bellissime da esplorare. Come l’Eremo delle Celle di Cortona, in Toscana, dove San Francesco scrisse il suo testamento spirituale, o l’Eremo di San Bartolomeo in Legio sulla Majella, che dal 1250 guarda dalla sua roccia la rigogliosa natura abruzzese.

Fonte: Il Sole 24 Ore