«Deutsche Bank sarà leader nel consolidamento: l’Europa apra alle fusioni»

«Deutsche Bank sarà leader nel consolidamento: l’Europa apra alle fusioni»

L’operazione di UniCredit su Commerzbank? «In generale, il mercato bancario del Vecchio Continente, al pari di altri settori, ha bisogno di un consolidamento infra europeo per competere a livello globale». Sceglie e pesa con cura le parole, Claudio de Sanctis. Banchiere italiano ma dal respiro internazionale, classe 1972, De Sanctis è oggi ai vertici di Deutsche Bank. Per il colosso tedesco è a capo della Private Bank, oltre a essere componente del management board, ruoli che ricopre dopo una lunga carriera tra Credit Suisse, Ubs e Barclays. In visita in Italia – il secondo mercato per importanza in Ue dopo la Germania per Deutsche Bank -, il manager parla al Sole 24Ore. E offre il suo punto di osservazione, prezioso per capire la view della prima banca tedesca e il ruolo che intende giocare nella partita bancaria europea, dal destino quanto mai incerto. Partita in cui Db, proprio per la sua posizione di leadership in Germania, a più riprese viene candidata in patria per il ruolo di “cavaliere bianco” di Commerzbank, a sua volta oggetto di una tentata scalata da parte di UniCredit.

Partiamo da qua: in Germania, piazza Gae Aulenti, tramite Hvb, punta ad aggregare Commerz. Lei come valuta questo deal? 

Non entro nel caso specifico. Ciò che però mi sento di dire è che tutta l’Europa deve aprirsi a consolidamenti infra europei. Questo vale sia sul fronte bancario, come in quello industriale, come indicato anche dal Rapporto Draghi. Non abbiamo una difesa unica europea, non abbiamo un mercato unico dei capitali, non abbiamo campioni finanziari di livello continentale. E tutto ciò rende la nostra Europa più fragile nello scacchiere globale. Per fare un confronto, Jp Morgan oggi vale come le prime 20 banche dell’Ue messe assieme. Per le nostre imprese non è possibile competere a livello globale senza avere banche di stazza globale.

Colpa della politica? 

Oggi la cornice normativa rende le fusioni cross-border dei processi indubbiamente complicati. E a tutto ciò si aggiunge anche una resistenza interna ai vari Paesi sulla quale però non mi addentro.

Fonte: Il Sole 24 Ore