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Energia e petrolio, al via la trattativa per rinnovare il contratto
Dopo che i sindacati hanno varato la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Energia e petroli, con una richiesta di aumento complessiva (Tec) di 250 euro per il triennio 2025-2027, sono partite le trattative tra Confindustria Energia e Filctem, Femca e Uiltec. Riguardano circa 40mila lavoratori.
Nel primo incontro tra le parti è emersa la necessità di un percorso rapido per dare prima possibile ai lavoratori le risposte che chiedono. Ma anche l’attenzione verso un risultato che possa essere un riferimento per affrontare le sfide del settore per i prossimi anni.
«Mai come oggi il contratto si conferma uno strumento essenziale per garantire equilibrio e stabilità e il negoziato può rappresentare l’opportunità per confermare la centralità del settore», ha detto in apertura il presidente di Confindustria Energia, Guido Brusco, ricordando l’importanza e il valore della solidità del sistema di relazioni industriali nel settore, in un contesto di trasformazioni profonde dove la transizione energetica, la decarbonizzazione e le nuove dinamiche geopolitiche impongono dialogo e cooperazione tra le Parti Sociali. Per Brusco, in questo contesto, «il negoziato può rappresentare l’opportunità per confermare la centralità del settore, valorizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti e rafforzando il legame tra competitività e coesione sociale». Il Direttore Generale dell’associazione, Modestino Colarusso ha aggiunto che «il rinnovo del contratto rappresenta l’occasione per rafforzare il nostro impegno comune e trovare soluzioni alle sfide che ci attendono. Preservare la sostenibilità economica e la competitività è essenziale. Per questo motivo, valuteremo ogni aspetto con attenzione al fine di garantire soluzioni equilibrate e durature».
In tutto questo percorso le tempistiche sono rilevanti per i segretari generali di Filctem, Marco Falcinelli, Femca, Nora Garofalo e Uiltec, Daniela Piras: «I tempi del rinnovo contrattuale impongono percorsi proficui, con quella responsabilità sociale da parte delle imprese necessaria per raggiungere la conclusione della trattativa il più presto possibile. A garanzia del potere d’acquisto dei salari e del valore del contratto quale strumento di governo del settore, di fronte al cambio di modello di sviluppo e delle transizioni già in corso».
Fonte: Il Sole 24 Ore