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Gara a due per il Lotto. Sfida fra IGT e Sisal per 4,3 miliari di ricavi
Manca meno di un mese alla chiusura (la deadline è il 17 marzo) del bando di gara per la concessione del Lotto e, allo stato attuale, la corsa, ai nastri di partenza, sembra destinata a restare a due.
La gara
Da un lato, l’attuale concessionario, ovvero il consorzio guidato da IGT. Dall’altro Sisal (qualche mese fa, si parlava della discesa in campo anche del colosso pubblico francese Française des Jeux. Ipotesi che pare affievolita). Una gara in busta chiusa in cui – secondo analisti e indiscrezioni – uno cercherà di valorizzare l’esperienza e la tecnologia impiegate negli anni e l’altro di rilanciare con un’offerta economica pesante, ben superiore alla base d’asta di un miliardo di euro e il 6% di aggio. Indiscrezioni non confermate parlano di un valore di aggiudicazione stimato in circa 1,5 miliardi. Nel bando, i ricavi attesi per il concessionario (al netto dell’Iva) sono di 4,3 miliardi.
I due contendenti
IGT gestisce il Lotto dalla prima assegnazione nel 1993, inizialmente solo come Lottomatica e dal 2016 in consorzio con Allwyn, Novomatic e Fit (la Federazione italiana tabaccai). Da allora, il Lotto è cresciuto da una raccolta di 2,5 miliardi a 7,6 miliardi (secondo il Libro Blu 2022 dell’Agenzia dei Monopoli) con una crescita che supera il 200 per cento. Sempre secondo i Monopoli, il consorzio IGT, tra il 2016 e il 2022, ha versato più di 9,6 miliardi di euro di contributi fiscali, con una media annua di 1,3 miliardi di euro. Ma c’era di mezzo anche il covid.
Lo stesso concessionario IGT, invece, stima una raccolta, nel solo 2024, di 8,2 miliardi (per un importo complessivo di oltre 70 miliardi nei primi otto anni, l’ultimo è il 2025 in corso) e, sempre per il 2024, di 1,7 miliardi di entrate stimate per l’Erario (pari a 15 miliardi in otto anni). Ma non c’è solo l’Italia. IGT è, ad oggi, il più grande operatore di lotterie al mondo. Gestisce le lotterie in New Jersey e Indiana, negli Usa, e in sette paesi caraibici.
Il suo partner Allwyn gestisce lotterie con 6 licenze esclusive tra Regno Unito, Austria, Repubblica Ceca, Grecia e Cipro, oltre che in Illinois, con un total revenue, nel 2023, di quasi 8 miliardi di euro e una ripartizione dell’offerta tra lotterie (71%), Vlt e casino (12%), scommesse sportive (9%) e iGaming (8 per cento). Mentre la presenza, nel consorzio, di Fit (Federazione italiana tabaccai) garantisce una gestione efficiente della rete di rivenditori.
Gestore per 27 anni del Supernalotto, pur non essendo tradizionalmente un operatore di lotterie, Sisal ha dimostrato una forte ambizione e capacità di espandersi nel settore, soprattutto all’estero, dove ha ottenuto concessioni in Marocco e Turchia. In questi anni ha fortemente investito nella digitalizzazione dei servizi. Soprattutto, dopo essere stata acquisita dalla multinazionale irlandese Flutter, nel 2022, ha alle spalle un colosso da 14 miliardi di dollari di ricavi annui. Flutter che, acquistando prima Sisal per oltre 2 miliardi e per quasi altrettanti Snaitech lo scorso agosto (il closing è atteso entro marzo), ha investito sui due asset italiani oltre 4 miliardi in due anni. Gli operatori, dunque, si attendono che IGT punti sulla sua esperienza e sugli investimenti fatti negli anni, ma anche su un rilancio “sostenibile”, considerando anche che il Gruppo sta investendo in molti mercati esteri, soprattutto negli Usa. Per Sisal, invece, la strada potrebbe essere quella di presentare un’offerta economica più aggressiva. Anche perchè nel bando, l’offerta economica “pesa” per il 60%, mentre quella tecnica e gli investimenti per il 40.
Fonte: Il Sole 24 Ore