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Giorgetti: «Recessione in vista, politica monetaria accomodante». E non esclude accordi bilaterali con gli Usa sui dazi
Mentre l’inflazione accelera a febbraio, con il carrello della spesa in volata – la spinta sui rincari arriva ancora una volta dagli energetici ma sale anche il peso degli alimentari – il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti la messo in evidenza che la vera incognita è la crescita. «Quello che accadrà con riferimento alla crescita in Europa e anche in Italia a questo punto ha un grosso punto interrogativo», ha affermato in occasione della conferenza stampa, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto contro il caro energia e al ddl sul nucleare. «Tra una settimana o poco più avremo i dati definitivi per il 2024 – ha aggiunto -. Per il 2025 e 2026 dovremo sicuramente aggiornare le previsioni macroeconomiche, lo si fa ogni anno, lo dobbiamo fare a maggior ragione adesso». Ma la partita riguarda l’Europa: «Un continente europeo che vede la recessione in alcuni grandi paesi già di fatto e all’orizzonte necessita di una politica monetaria, è una mia opinione non intendo dare consigli a nessuno, più accomodante», ha detto Giorgetti.
A complicare il tutto, la scelta degli Usa di percorrere la strada dei dazi. «La risposta alla politica protezionistica dell’amministrazione Trump penso che possa essere bilaterale, perché può essere bilaterale». Questa affermazione di Giorgetti apre uno scenario nuovo nella possibile guerra commerciale Usa-Ue, e crea qualche allarme a Bruxelles. Più volte, dalla Commissione europea, è stata infatti ribadita la necessità di una risposta unitaria dei 27 Stati membri di fronte all’imposizione di dazi aggiuntivi alle importazioni europee negli Stati Uniti minacciata da Trump (che ha parlato del 25%).
Giorgetti: bene Ue ma con Usa bisogna muoversi anche soli
In particolare a chi gli ha chiesto un commento sulla strategia della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen , che sta cercando di chiudere accordi commerciali come il Mercosur o quelli con Messico e India, il responsabile del Mef ha risposto: «la Commissione europea esercita il suo ruolo e anzi lo deve fare – ha detto Giorgetti -. Poi noto anche che ogni singolo Paese Ue si muove anche per conto proprio. Questo è un dato di fatto. Bene o male bisogna che ciascuno si muova anche per conto proprio». Secondo Giorgetti si «prende atto di una situazione: che probabilmente l’Amministrazione americana ha questo tipo di approccio, almeno questo io ho capito».
«Da aumento spese difesa vorrei anche ricaduta crescita economica»
Sullo sfondo, le crescenti minacce sul piano della sicurezza, e la necessità di aumentare il budget per la difesa. «Quando discutiamo di un aumento delle spese per la difesa io ho sicuramente un contraccolpo sul mio bilancio, ma vorrei vedere anche un’evidenza di quello che può derivarne in termini di crescita economica», ha affermato il ministro dell’Economia. «Si parla moltissimo della riconversione dell’automotive al sistema della difesa, non si può ignorare che la spesa per la difesa e gli investimenti della difesa ha anche una ricaduta in termini di crescita economica. È l’elemento da cui devo partire, per quanto riguarda gli interessi del mio ministero»’.
Fonte: Il Sole 24 Ore