Giubileo, viaggio nella Sala Situazione dove si controllano gli eventi tra monitor, IA e sensori

Giubileo, viaggio nella Sala Situazione dove si controllano gli eventi tra monitor, IA e sensori

I monitor inquadrano Piazza del Popolo, la nuova Piazza Pia, la parte di piazza San Pietro che non ricade in territorio vaticano, il piazzale della Stazione Tiburtina. Gli algorirmi permettono di aggiornare in tempo reale il numero dei presenti. Nessun viso è visibile, nessuna targa è leggibile. Ma i movimenti di persone e auto sono chiari. Dalla Sala Situazione del Giubileo 2025, un’ampia stanza rettangolare nell’edificio del Comune di Roma che ospita il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio, nel quartiere Garbatella, tutti gli attori che concorrono alla gestione dell’accoglienza e della sicurezza dell’Anno Santo, seduti attorno allo stesso tavolo ovale, possono osservare i principali luoghi della città, notare eventuali anomalie – assembramenti sospetti, crimini, incendi – e intervenire tempestivamente.

Inaugurata a maggio e attivata il 24 dicembre all’avvio del Giubileo, la Sala Situazione rappresenta per la Capitale una assoluta novità: non per la tipologia – è una control room sul modello di quella della Protezione civile nazionale, simile a quella che era stata allestita in occasione del Giubileo 2015 – ma per la tecnologia utilizzata. Stavolta, infatti, è l’intelligenza artificiale a guidare il sistema di videosorveglianza integrato, con una rete di 3mila sensori posizionati in città, che potranno crescere fino a 15mila.

Miozzo: «Da qui controllo preciso di ciò che avviene sul territorio»

Di casa nella Sala Situazione è Agostino Miozzo, per circa vent’anni dirigente medico della Protezione civile, nonché coordinatore del Comitato tecnico-scientifico durante la pandemia da Covid-19. Oggi è il responsabile del progetto Accoglienza del Giubileo 2025 e lavora a stretto contatto con il commissario straordinario Roberto Gualtieri, il sindaco della Capitale. «Questa è la struttura che ci consente di guardare in diretta, nel momento in cui si svolgono, tutti i grandi eventi del Giubileo», spiega in una videointervista al Sole 24 Ore. «Qui abbiamo le telecamere che permettono, secondo un modello del tutto innovativo, un controllo preciso in tempo reale di ciò che avviene sul territorio».

Le istituzioni operative attorno al tavolo

Una tolda di comando che è crocevia di tante dimensioni operative: i dipartimenti di Roma Capitale, Polizia locale inclusa, la Protezione civile, le forze dell’ordine. «Intorno a questo tavolo – sottolinea Miozzo – si siedono tutte le persone rappresentative delle istituzioni operative, dai Vigili del fuoco alla Prefettura alla struttura sanitaria di protezione civile. Il sistema in quanto tale è rappresentato e collegato con le rispettive sale operative. Ma questa è la nostra sintesi, questo è quello che ci consente di vedere, di capire, di operare, eventualmente di modulare».

Il test con i primi tre Giubilei

Dal punto di vista della capacità di coordinamento tra i diversi attori, cruciale per la gestione efficace e sicura degli eventi giubilari, i primi appuntamenti nel fitto calendario dell’Anno Santo hanno rappresentato un test. «Fino ad oggi è andata benissimo, ma ci sono stati soltanto tre Giubilei (mondo della comunicazione, forze armate, di polizia e di sicurezza, artisti, ndr), il quarto sarà domenica (diaconi, ndr), con numeri abbastanza contenuti. Ci sono, però, serviti per fare quell’aggiustamento della tecnologia delle immagini necessario per capire esattamente quello che dobbiamo fare nei prossimi grandi appuntamenti».

Fonte: Il Sole 24 Ore