Guerra ultime notizie. Axios: «Usa sono tornati a usare il superbombardiere B-1»

Le forze armate iraniane non permetteranno l’esportazione di nemmeno una goccia di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti daranno seguito alle minacce di attaccare le infrastrutture iraniane. È l’avvertimento del quartier generale centrale di Khatam al-Anbia, riportato dai media iraniani. “Se le minacce americane si concretizzeranno, le forze armate della Repubblica islamica dell’Iran non permetteranno l’esportazione nemmeno di una goccia di petrolio e prenderanno di mira le infrastrutture petrolifere, del gas, elettriche ed economiche della regione”, ha sottolineato.

L’esercito statunitense ha utilizzato un bombardiere a lungo raggio B-1 per colpire obiettivi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in Iran, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo scrive Axios. Si tratta della “prima missione condotta dagli Stati Uniti con un B-1 da quando sono ripresi i combattimenti con l’Iran 12 giorni fa. L’utilizzo dei bombardieri B-1, in grado di trasportare una ventina di bombe da 900 kg o decine di missili da crociera – prosegue l’articolo – ha segnalato una significativa escalation ed espansione della campagna militare statunitense. Il B-1 può volare a velocità supersonica a bassa quota, trasportando un carico bellico più pesante di qualsiasi altro tipo di bombardiere. Il B-1 ha lanciato la sua missione da una base aerea nel Regno Unito ed è stato avvistato su siti web di tracciamento aereo”. Axios fa notare che il CentCom “non ha menzionato la missione del B-1 nel suo comunicato”. Non è chiaro cosa abbia colpito il B-1 e se la massiccia missione sia stata più efficace di altri attacchi degli ultimi giorni.

Gli Stati Uniti hanno completato un’altra serie di attacchi contro l’Iran per la dodicesima notte consecutiva. È quanto afferma il Comando Centrale (Centcom), aggiungendo che “le forze statunitensi hanno colpito obiettivi militari iraniani, tra cui risorse navali, strutture di stoccaggio di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea”. Secondo il Centcom, “gli attacchi riducono ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare marittimi civili e navi commerciali”.

“Questo mese, le forze americane hanno preso di mira decine di siti militari iraniani sulla terraferma, riprendendo al contempo il blocco marittimo contro l’Iran. Ad oggi, il Centcom ha dirottato nove navi commerciali e ne ha resa inoperativa una per impedire alle imbarcazioni di entrare o uscire dai porti iraniani”. Lo riferisce il Comando Centrale degli Stati Uniti sul suo profilo X. “Oltre 50.000 membri delle forze armate statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente – afferma – e rimangono altamente vigili, concentrati, letali e pronti all’azione”.

Le Guardie della Rivoluzione iraniane affermano che tre petroliere che intendevano attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz sono state fermate. “Dopo un’esplosione e un grave incendio in una di esse, le altre due si sono rapidamente voltate e sono tornate indietro”. Lo riportano i medie iraniani.

Secondo due fonti a conoscenza dei fatti, il nuovo direttore del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, Roman Gofman, ha visitato Washington due settimane fa per colloqui sulla guerra in Iran e sul programma nucleare iraniano. Lo scrive Axios. Gofman è uno dei più stretti collaboratori del Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu. Si è trattato della sua prima visita a Washington da quando ha assunto l’incarico a giugno, poco prima che le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz si intensificassero e i combattimenti riprendessero. Uno degli obiettivi della visita di Gofman era coordinarsi con la Casa Bianca sui negoziati con l’Iran per un accordo sul nucleare, ha affermato una fonte israeliana. Le fonti hanno riferito che Gofman ha incontrato il direttore della Cia John Ratcliffe e funzionari della Casa Bianca. All’interno della cerchia ristretta di Trump, Ratcliffe era una delle voci più scettiche sul memorandum d’intesa con l’Iran. Prima della firma del memorandum d’intesa, aveva avvertito che l’Iran avrebbe interpretato l’accordo in modo diverso dagli Stati Uniti, comprese le disposizioni relative allo stretto. La Cia e il Mossad si sono rifiutati di commentare.

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