
Il Nizza Docg resta sopra il milione di bottiglie di vino e sfida la crisi dei rossi
Il Nizza Docg si è rafforzato anche nel 2024 con una crescita del 5% di bottiglie vendute, arrivate quota 1.093.892. Il giro d’affari è stimato in circa 30 milioni di euro, per il 55% realizzato su 40 mercati esteri, escusivamente in ambito horeca (ristoranti e bar). Il prezzo medio a scaffale in enoteca è di 28 euro. Sono i dati resi noti dall’Associazione produttori del Nizza in occasione della tradizionale degustazione alla cieca delle nuove annate.
A rendere maggiormente significativa la crescita della Docg che mira a valorizzare uno dei territori più vocati alla Barbera, oltre al periodo non certo agevole per i consumi di vino rosso, è il dato maturato dopo l’espansione continua, quasi sempre a doppia cifra, registrata nei primi 10 anni della denominazione (a eccezione di una lieve frenata solo nel 2020, causa Covid).
Al debutto nel 2016 i primi 35 associati vendettero meno di un terzo delle bottiglie attuali e prima del Covid la produzione era poco più della metà di quella di oggi (632mila bottiglie vendute nel 2019). Il balzo più significativo è arrivato nel 2023 (+32%) quando per la prima volta è stato superato il milione di bottiglie vendute: ecco perchè migliorarsi nel 2024 non era così scontato. E intanto l’Associazione è arrivata a contare 92 membri, di cui 42 arrivati negli ultimi 4 anni.
«Visto il trend di crescita a cui abbiamo assistito, siamo molto ottimisti e sereni per questo 2025 e ci aspettiamo un incremento quantomeno paragonabile a quello del 2024 – dice a Food24 il presidente dell’Associazione Stefano Chiarlo -. Già gennaio si è attestato nettamente in crescita rispetto all’anno passato e il sentiment emerso dal confronto tra i produttori conferma la fiducia per il futuro del Nizza Docg. Ogni anno, con la nostra degustazione alla cieca, ci mettiamo in gioco senza pregiudizi, consapevoli che solo attraverso un dialogo aperto possiamo crescere, non solo come produttori, ma come comunità. Questo percorso ci permette di affinare sempre di più la nostra identità e costruire il futuro».
A degustare e valutare 70 vini che verranno lanciati sul mercato nel corso del 2025 c’era anche il primo Master of Wine d’Italia, Gabriele Gorelli: «Il Nizza Docg è una delle poche denominazioni italiane che ha compreso profondamente la propria identità, codificandola in modo esemplare e ponendo il territorio al di sopra della varietà – ha affermato -. Il suo stile si distingue per la capacità di essere fuori dagli standard di riconoscibilità piemontese grazie a un tannino più suadente, a un corpo scorrevole e alla capacità di essere rinfrescante e speziato, senza risultare austero e monolitico».
L’Associazione produttori del Nizza nasce nel 2002 con l’obiettivo di custodire e valorizzare i vini prodotti nei 18 comuni intorno a Nizza Monferrato, a sostegno del territorio e dei suoi produttori. Nel 2000 arriva il riconoscimento della sottozona all’interno della denominazione Barbera d’Asti Superiore e nel 2014 vede la luce ufficialmente la denominazione Nizza Dogc; viene introdotta anche la versione Riserva e la possibilità di indicare in etichetta il vigneto da cui provengono le uve. Nello stesso anno, il paesaggio vitivinicolo del Monferrato viene inserito dall’Unesco tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità, assieme ai vicini Langhe e Roero.
Fonte: Il Sole 24 Ore