Il Papa in lieve miglioramento: firma nomine e riceve il Segretario di Stato

Il Papa in lieve miglioramento: firma nomine e riceve il Segretario di Stato

Le condizioni del Papa «nelle ultime 24 ore hanno mostrato un ulteriore, lieve miglioramento», dice il bollettino medico quotidiano, ma il quadro complessivo resta critico, e la prognosi resta per ora riservata. L’evoluzione della salute di Bergoglio, dopo 13 giorni di ricovero al Policlinico Gemelli, è seguita passo passo dai media e dalla Curia, che perlopiù è tagliata fuori da contatti diretti con il Papa, che manda segnali e ordini attraverso i suoi segretari. Probabilmente anche attraverso il Segretario di Stato, Pietro Parolin, e del Sostituto, mons. Edgar Pena Parra, che è il vero motore della macchina curiale.

L’appartamento blindato al Policlinico, pochissimi possono entrare

Dal suo appartamento al decimo piano del Gemelli, blindato da tutto il resto e il cui accesso è centellinato dalla Gendarmeria, Bergoglio nei giorni in cui sta un po’ meglio e riesce a rimanere in poltrona, si fa portare le carte e prende decisioni. «Si governa con la testa e non le gambe» ha detto molte volte, e il suo attivismo testimoniato dal bollettino delle 12.00 è un messaggio all’esterno: tra le righe dice chiaro che non si dimette, e infatti le voci messe in giro da alcuni cardinali sia su una prossima rinuncia o peggio ancora dell’imminente morte, si sono rapidamente dissolte. Da Santa Marta il governo, anche se a scartamento ridotto, si è trasferito al decimo piano, e ci resterà per diversi giorni, se – come si spera – il decorso della crisi andrà migliorando e le cure faranno effetto.

La convocazione (senza data) del Concistoro per la canonizzazione di beati

Infatti non si parla più di insufficienza renale, e le crisi respiratorie sono scomparse. E così Bergoglio ha deciso, tra l’altro, di convocare (senza data al momento) un concistoro per le canonizzazioni di alcuni beati, evento che prevede la presenza dei cardinali presenti a Roma. L’evento di per sé non è particolarmente spettacolare, ma la memoria va immediatamente a quello del 11 febbraio 2013 – per l’occasione di trattava della canonizzazione dei martiri di Otranto – quando Benedetto XVI annunciò in latino la sua rinuncia.

Occhi puntati sulla ripresa

Ma la cose cambiano, e ora l’attenzione è tutta per la capacità di Francesco di riprendersi, specie in questo anno del Giubileo, e anche per la centralità della sua figura in un momento tribolato del mondo.

Fonte: Il Sole 24 Ore