La frenata di manifattura e costruzioni pesa sugli imballaggi in legno

Il rallentamento dell’industria manifatturiera, in Italia e in Europa, pesa anche sul settore degli imballaggi in legno, da sempre cartina di tornasole per lo stato di salute dell’industria. Ma anche il depotenziamento dei bonus fiscali sulla casa si sta facendo sentire sulle aziende del comparto, che nel 2023 (secondo le rilevazioni del Centro Studi FederlegnoArredo) ha registrato un crollo del 22,8% nel fatturato alla produzione, tornato sotto ai livelli del 2021, a quota 2,1 miliardi di euro. In diminuzione anche il numero di imprese (1.515 in tutto lo scorso anno), mentre gli addetti risultano in aumento, a quota 14.333 unità (+2,9%).

Le previsioni per il 2024

Il trend negativo è proseguito anche nel 2024, sebbene in maniera più contenuta, con un’ulteriore flessione dell’8% del fatturato. Tuttavia, se si considera che «i prezzi del primo semestre sono diminuiti oltre il 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, possiamo affermare che i volumi hanno sostanzialmente tenuto», osserva Andrea Gava, presidente di Assoimballaggi di FederlegnoArredo. Anche le aspettattive per il terzo trimestre sono negative, sebbene manchino ancora dati ufficiali.

Il sistema degli imballaggi comprende principalmente pallet destinati all’industria per la movimentazione delle merci, imballaggi personalizzati, cassette per la frutta e prodotti in sughero, prevalentemente tappi per le bottiglie e isolanti per l’edilizia. «I pallet e gli imballaggi in legno, così come il sughero, sono prodotti che seguono l’andamento dell’industria manifatturiera – spiega Gava – e dunque risentono inevitabilmente degli andamenti dlela produzione. Il comparto che da alcuni anni soffre di più, tuttavia, è quello delle cassette, destinate principalmente all’industria agroalimentare, perché colpito anche dalla concorrenza di altri materiali».

Ma a incidere sull’andamento del sistema è soprattutto la situazione internazionale, osserva il presidente, a cominciare dalla recessione della Germania, in particolare per quanto riguarda il settore dell’automotive, che in Italia ha un pezzo importante della filiera, legato alla componentistica. «Per quanto riguarda invece il mercato interno, sentiamo le ripercussioni del post bonus 110, soprattutto per il comparto casa-edilizia».

L’impatto dei regolamenti Ue

A questi temi, oltre che alle sfide che attendono il settore, sarà dedicato il congresso europeo del settore, in corso in questi giorni in Belgio, con alcuni approfondimenti specifici sull’impatto che due nuovi regolamenti Ue (deforestazione, Eudr, e rifiuti, Ppwr) avranno sugli imballaggi industriali. «Al momento non registriamo contrazioni legate alla nuova norma sugli imballaggi, perché entrerà in vigore tra due anni – osserva Gava -. Tuttavia è innegabile che ci saranno delle ripercussioni, per questo siamo presenti al tavolo di lavoro delle associazioni europee del settore, con l’obiettivo di far valere le nostre posizioni». Il punto più critico rimane quello del riutilizzo, osserva Gava: «In Italia sono già presenti dei sistemi che operano per questo obiettivo, soprattutto su formati standard dei pallet, ma rimangono da approfondire gli aspetti legati ai pallet personalizzati e agli imballaggi industriali».

Fonte: Il Sole 24 Ore