Leggi, ecco come parlano le Camere: in 28 mesi 1,2 milioni di parole e oltre 10mila commi

Leggi, ecco come parlano le Camere: in 28 mesi 1,2 milioni di parole e oltre 10mila commi

Se i baci di Adriano Celentano erano 24mila, nell’indimenticabile hit musicale degli anni Sessanta, i commi delle leggi fin qui approvate dal Parlamento sono già oltre 10mila. E portano con loro più di un milione e 228mila parole con le quali le Camere provano a “parlare” a imprese e cittadini “regolando”, sotto il profilo normativo, la loro vita e loro attività. Un “mare magnum” di misure, disposizioni, proroghe, passaggi contabili in cui a volte si rischia di annegare. I dati emergono dall’ultima rilevazione del Servizio studi di Montecitorio. Che mette in evidenza come dall’inizio dell’attuale legislatura (la diciannovesima) a tutto il 13 febbraio scorso siano state approvate da Montecitorio e Palazzo Madama 181 leggi, 71 delle quali di conversione di altrettanti decreti legge. In questi 28 mesi tre sono state leggi di bilancio targate Meloni che sono state licenziate dalle Camere con i loro 2.719 commi: più di un quarto (circa il 26%) di tutti quelli entrati fino a questo momento in vigore, anche sulla scia dei maxiemendamenti blindati dall’esecutivo con il voto di fiducia.

In 28 mesi approvate 181 leggi

Dall’ultima rilevazione degli esperti di Montecitorio emerge che nei primi 28 mesi della diciannovesima legislatura, tra il 13 ottobre 2022 e il 13 febbraio 2025, il Parlamento ha approvato 181 leggi: una di revisione costituzionale di iniziativa parlamentare (la legge costituzionale n. 1 del 2023, per l’inserimento dello sport tra i valori costituzionalmente tutelati) e 180 leggi ordinarie (71 di conversione di decreti legge e 109 altre leggi ordinarie). Delle leggi ordinarie, 62 sono di iniziativa governativa, 45 di iniziativa parlamentare e 2 di iniziativa mista: una governativa e parlamentare (ratifica di accordi Italia-Svizzera) e l’altra parlamentare e Cnel (introduzione del cosiddetto oblio oncologico).

Con il «marchio» del governo il 73,5% delle leggi

I lavori delle Camere sono sempre più condizionati dall’attività legislativa dell’esecutivo. I dati parlano chiaro: delle 181 leggi licenziate dal Parlamento, 133 sono di iniziativa governativa (il 73,5%), 46 di iniziativa parlamentare (il 25,4%) e 2 di iniziativa mista (1,1%). Inoltre, il governo ha fatto ricorso alla fiducia per l’approvazione di 45 delle 180 leggi ordinarie.

Nei decreti legge «convertiti» il 57% dei commi

Le 181 legge approvate sono “modellate” su ben 10.747 commi. Che nel 57% dei casi (6.158) sono quelli che compongono i 71 decreti legge convertiti dalle Camere tra l’ottobre del 2022 e il mese di febbraio del 2025. I provvedimenti d’iniziativa governativa che hanno ottenuto il disco verde del Parlamento assorbono addirittura 10.121 dei 10.747 commi complessivamente approvati.

Manovre all’ultimo comma

A contribuire in modo significativa a questa performance sono le tre leggi di bilancio targate Meloni che hanno ottenuto il via libera di Montecitorio e palazzo Madama: 1.017 i commi di quella per il 2023, 677 della manovra per il 2024 e 1.025 di quella per il 2025, approvata nel dicembre scorso. In tutto le tre manovre sono uscite dal passaggio in Parlamento con 2.719 commi, che a loro volta contengono quasi 283mila parole (282.927 per la precisione).

Fonte: Il Sole 24 Ore