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Nell’East Cost americana inseguendo le tracce della storia
E’ la storia a fare da filo conduttore di un itinerario che porta ad esplorare la East Coast americana. A qualche giorno dall’insediamento del 47° presidente degli States partono le prime celebrazioni per i 250 anni di quel 4 luglio 1776 quando venne firmata la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti e nacque la più grande democrazia del mondo. Non ci può essere miglior punto di partenza che Philadelpia , la più storica delle città americane, culla della nazione e per questo primo luogo negli States ad ottenere il riconoscimento a Patrimonio Mondiale Unesco. E’ qui che George Washington fu nominato comandante dell’esercito continentale nel maggio 1775: sembra vederlo quando si entra nell’attuale Independence Hall proprio dove furono firmate la Dichiarazione d’Indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti. La sala fa parte dell’Independence National Historic Park, che include anche due dozzine di siti storici come la Liberty Bell ( la campagna simbolo dell’indipendenza americana), il Museo della Rivoluzione Americana, il National Constitution Center, case storiche e cimiteri. Molti gli eventi per l’anniversario (www.discoverphl.com).
Cultura e arte a Philadelphia
Philly, come amano chiamarla i residenti, ha certamente dalla sua l’aspetto storico ben rappresentato dai 68 monumenti nazionali sparsi nella città: da non perdere il City Hall, l’edificio simbolo sede del Comune ma anche la deliziosa Elfreth’s Alley street, un vicolo che si raggiunge a piedi dall’Historic district e dove camminando sui suoi ciottoli, con attorno gli edifici del 1700, ci si sente catapultati indietro nel tempo e alle atmosfere dell’epoca quando era la via degli artigiani. Oggi in realtà, la capitale della Pennsylvania (da maggio è più vicina all’Italia grazie ad un volo diretto American Airlines da Malpensa), è l’incarnazione del sogno americano, così progressista, inclusiva, sede di università prestigiose in campo medico ma soprattutto un centro culturale. Lungo i suoi ampi viali alberati, giardini e strade residenziali ogni tanto appare un murales simbolo di un rinnovato impegno ad attrarre la vibrante comunità di giovani artisti che hanno trasformato una grigia città industriale nella capitale mondiale della street art. Merito del più grande programma di arte pubblica d’America con il quale la città ha affidato le pareti dei suoi palazzi agli street artist e le piazze agli scultori. Così tra Market Street, l’arteria principale del centro, e Chestnut Street tra la 14th e la 16th St ci si ritrova circondati da murales giganti.
Le oltre 4mila opere d’arte sono anc
he nei quartieri periferici, segno di riqualificazione urbana e strumento di identità. C’è tanta arte anche lungo la Benjamin Franklin Parkway, più noto come ‘Museum Mile’ che raccoglie alcuni tra i musei più importanti degli Stati Uniti, con sorprendenti collezioni d’arte come quelle ospitate dal Museum of Art con opere di artisti americani e internazionali che spaziano nei secoli. Gli appassionati di scultura al Rodin Museum trovano una delle collezioni più grandi al mondo dedicate al grande artista francese. E gli amanti dell’impressionismo quasi non crederan no ai propri occhi varcando l’accesso della Barnes Foundation: 4mila opere d’arte incentrate sul periodo impressionista e post-impressionista tra cui ben 181 solo di Renoir, oltre a quelle di Cézanne, Matisse e Picasso, Modigliani, De Chirico, Degas e Van Gogh ma anche sculture africane e ceramiche dei nativi americani. Bellissima e ancora più preziosa la collezione per il modo assolutamente originale in cui il fondatore (Albert C. Barnes, medico e chimico) scelse di esposta: invece della classica disposizione per genere, data o tecnica, le opere sono allestite per esaltare la connessione tra stili diversi. Così, i dipinti si trovano accanto a chiavi, stemmi, tra sculture oppure sopra mobili decorativi. La fondazione nacque per dedicarsi anche all’orticoltura e la sua prima sede ancora oggi ospita il bellissimo arboreto nel quartiere Merion. A ricordarci che siamo in una delle città americane più legate alla nuova gastronomia (famosi i suoi festival di strada in primavera) ci pensa The Reading Terminal Market, un mercato coperto con oltre 80 attività, il più noto dell’East Cost dove si spazia dai freschi prodotti agricoli alle cucine artigianali più disparate. Chi desidera una cena di lusso non rimarrà deluso dalla proposta del Skyhigh al Four Season Hotel, tappa obbligata per una vista straordinaria che dal 60°esimo piano a tutta vetrata offre uno skyline unico su Philly. Tra i boutique hotel c’è Anna & Bel, un ex asilo femminile del XVIII secolo che ha ripreso vita a pochi passi da tutto ciò che Fishtown può offrire. Un tempo quartiere operaio, oggi è sinonimo di musica, arte e scene culinarie. A Center City, il Guild House Hotel ha ridato vita ad una storica casa a schiera che in passato ospitava la New Century Guild, un’organizzazione fondata nell’ottocento per sostenere le donne lavoratrici.
Dalla Grande Mela al New Jersey
Da Penn Station in circa un’ora e mezza di treno si arriva a New York. Qui le sue mille luci non hanno finito di risplendere per le iniziative legate ai 200 anni della 5th Ave che già si aprono i festeggiamenti per i 400 anni dalla sua fondazione (per info nyctourism.com). L’iconica “Grande Mela”, cuore pulsante di piccole e grandi rivoluzioni storiche e culturali, è stata la protagonista di un viaggio epico da quando come New Amsterdam fu fondata nel 1624. In attesa del 4 luglio 2026 quando il suo porto ospiterà la più grande fottiglia intyernazionale di velieri storici, a celebrare i fasti della 5th Avenue in fase di restyling ( ampliamento dei marciapiedi, accorciamento dei passaggi pedonali, riduzione delle corsie per il traffico, 230 nuovi alberi e 20.000 mq di fioriere) il 10 giugno otto dei musei più importanti affacciati sui suoi marciapiedi apriranno le porte al pubblico gratuitamente durante il Museum Mile Festival. Tra le novità in fatto di ospitalità di lusso ci sono il The Manner a Soho che al ristorante (The Otter) aperto tutto il giorno e allo chic cocktail bar (Sloane’s) aggiungerà in primavera un nuovo rooftop mentre a pochi passi da Central Park il sofisticato e glamour The Surrey, A Corinthia Hotel dopo un lungo restauro oggi rende omaggio al patrimonio storico dell’Upper Side. In questo itinerario legato alla storia a New York è d’obbligo far tappa al Greenwich Village dove sono state scritte alcune pagine storiche dell’arte e della musica. Da Madison Square Garden si arriva al Gramercy Park Hotel, una vera istituzione di Manhattan perchè da li sono passati fra gli altri Humphrey Bogart, Bob Dylan, Madonna e David Bowie: situato in uno dei quartiere più esclusivi della città, si affaccia sul bellissimo giardino privato dove solo alcuni residenti hanno le chiavi di accesso. Non lontano c’è Union Square dove al 33 si incrocia la Factory di Andy Wharol: qui ha preso forma quel movimento straordinario che è stata la Pop Art. In meno di 5 minuti a piedi si è alla Webster Hall, tempio della musica per Madonna, Mick Jagger, fino agli U2. Questo locale, dove ancora oggi molti si esibiscono, aprì nel 1886 quando era il salone delle feste – proibite – più eclettico della città, famoso per i provocatori balli in maschera di Duchamp, Man Ray e i Fitzgerald. Di fronte c’è il Moxy East Village con le sue stanze di design, che in posizione strategica è ideale per soggiornare in città. Nel suo Cathédrale propone un menù raffinato e dal suo rooftop The Ready offre un’ultima bella vista della New York più giovane e vivace. Per scoprire a piedi altri itinerari a sfondo culturale sono numerose in tutti i quartieri le proposte delle guide dell’agfenzia Big Onion Walking Tours.
Fonte: Il Sole 24 Ore