
Il presidente della Repubblica parla di «un impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia»
“Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani”. A dirlo è il capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione del 46° anniversario dell’attentato di matrice neofascista.
“Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere”.
A Bologna, dalle 9.30, è in corso un corteo per ricordare le vittime della stazione ferroviaria. La mattina del 2 agosto 1980 sono stati 85 i decessi, con più di 200 feriti.
“Un attentato terroristico di matrice neofascista” che “ha squarciato la vita di tante persone, di una città, di una nazione intera”. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, intervenendo in rappresentanza del Governo nel cortile del Comune di Bologna all’incontro con le vittime della Strage del 2 agosto 1980. “Essere qui a Bologna significa raccogliersi davanti ad una delle ferite più dolorose della storia del nostro paese. È una data che appartiene a tutta l’Italia intera”, ha aggiunto.
Dal ministero degli Interni, poi, è intervenuto anche Matteo Piantedosi sui social. “L’esplosione 46 anni fa a Bologna del micidiale ordigno che spezzò la vita di 85 persone e ne ferì più di 200 lasciò un segno indelebile nella coscienza civile del Paese. L’orologio della stazione, fermo al minuto dell’attentato, racconta ancora oggi la disumanità del disegno eversivo di matrice fascista che provò a minare il cuore della nostra democrazia” aggiunge Piantedosi.
“I terroristi dovettero però fare i conti con la risposta unita e salda della società e dello Stato, che non si piegarono mai – sottolinea Piantedosi – In questa tragica ricorrenza, rivolgo un commosso pensiero ai familiari delle vittime che, nonostante il dolore, non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia per i loro cari. Onorare i caduti della Strage di Bologna significa anche prendere una posizione netta contro ogni forma di odio e violenza: un monito che, di anno in anno, si rinnova e che ci esorta a difendere i valori di libertà e giustizia a fondamento della nostra Repubblica”.
“A 46 anni dall’infame strage neofascista che ha ucciso 85 persone e ne ha ferite oltre 200, siamo e continueremo a essere al fianco dell’Associazione dei familiari delle vittime, che da 46 anni lotta per far emergere tutta la verità”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine delle commemorazioni della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna. “Non consentiremo – ha aggiunto – che si provi a riscrivere la storia. La storia è fissata nelle sentenze ottenute anche grazie al lavoro dell’Associazione dei familiari e della Procura generale di Bologna, a cui dobbiamo grande riconoscenza per essere arrivati fino in fondo nella ricerca di verità e giustizia, anche nel processo sui mandanti”. Schlein ha ricordato che “è scritto in quelle sentenze che si è trattato di una strage di matrice neofascista, con un intento eversivo e portata avanti anche insieme ad apparati deviati dello Stato”. Per la segretaria del Pd, “ora bisogna proseguire nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, come hanno chiesto anche oggi i familiari delle vittime. Il Partito democratico farà la sua parte”. Infine, un richiamo alla piena attuazione della normativa sulle vittime: “Hanno ragione a chiedere tutte le risposte che sono loro dovute, compresa la piena attuazione della legge sulle vittime. La verità è un diritto anzitutto dei familiari, ma anche di tutte le cittadine e di tutti i cittadini italiani”.
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