
Una boutique showroom dove scoprire icone Sixties come i lampadari di Carlo Scarpa accanto a opere contemporanee in materiali eco.
Grønnegade in danese significa via verde. «Era quello il nome della via dove ho aperto il mio primo store-galleria a Copenhagen». Così Michala Jessen racconta la genesi di Rue Verte. «E anche quando ci siamo trasferiti – ora siamo all’angolo con Ny Østergade – quel nome ci piaceva e abbiamo deciso di mantenerlo».
Si tratta di uno spazio che è un negozio, ma anche una galleria e uno studio di interni, e si trova nel cuore di una città sempre più focalizzata sul design, non solo nordico. «Abbiamo aperto nel 1994, quando il termine concept store qui non esisteva. All’epoca Copenhagen era diversa, non aveva ancora quell’allure di destinazione culturale che ha invece acquisito oggi», spiega Jessen, che prosegue chiarendo l’atmosfera del luogo. «Ho voluto introdurre un concept nuovo in un edificio del XVIII secolo: un universo in cui moda, design, arte e vita sociale potessero coesistere. Oltre al negozio, gestiamo da tempo anche uno studio di interior, per residenze private, bar, bistrot e uffici. Questo spazio è quindi anche uno showroom per i progetti; un luogo in cui i clienti possono sperimentare i materiali, l’atmosfera e le composizioni nella realtà, anziché solo attraverso i disegni». Ammirando nel frattempo preziosi pezzi vintage, tra cui un meraviglioso lampadario in vetro di Carlo Scarpa degli anni Sessanta. «Esatto, ne abbiamo più d’uno (da 3mila a 10mila euro). Sono straordinari, perché combinano il rigore architettonico alla sensualità dei materiali. La struttura è precisa, quasi disciplinata, ma il vetro di Murano trasmette morbidezza e luce. Scarpa ha capito come la luce si comporta all’interno dello spazio: non solo illuminazione, ma anche atmosfera. Al momento siamo particolarmente attratti dal vintage italiano di quegli anni. Per esempio, i portacenere ciotole di Joe Colombo, prodotti da [...]
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