A Firenze intimità, atmosfera e stile al The James

Nel cuore rinascimentale della città un boutique hotel con sole 14 camere una diversa dall’altra in un palazzotto del 1564

Prendete via di Mezzo e andate al numero 20. Non c’è insegna, solo un numero sopra la porta (1564). Sembra di entrare nel portone di una dimora privata, nel cuore rinascimentale di Firenze, vicino alla Basilica di Santa Croce e alla Casa di Dante. Entrate e vi troverete avvolti in una stanza di un azzurro tenue, con trompe l’oeil che imitano il cielo in una giornata di primavera, con piante e fiori dipinti a mano che si arrampicano lungo le lesene e i soffitti a volta. L’arrivo al The James è pura poesia. Sedetevi sulla poltroncina in giunco di Bonacina (le intramontabili Eva disegnate da Giovanni Travasa, nel 1965), guardatevi intorno, e forse vi verrà naturale canticchiare piano: «Questa stanza non ha più pareti, ma alberi, alberi infiniti…». Libri, sculture, tappeti, luci creano un’atmosfera che avvolge per tutta la durata del soggiorno.

The James è un hotel piccolo, unico, raro. A renderlo tanto speciale è il progetto dell’architetto James Cavagnari, che ci ha vissuto da piccolo, ne ha curato il restauro e il decoro in ogni minimo dettaglio, affidando poi il management al gruppo Manfredi Hotels. Poche camere e suite, solo 14, una diversa dall’altra in un palazzotto del 1564 (ecco cos’era quel numero all’entrata!), lo stesso anno in cui moriva Michelangelo e nascevano Galileo e Shakespeare. Dell’antico convento conserva la struttura rinascimentale con le corti, la facciata sobria, le sale con i soffitti a botte o affrescati, i piani irregolari, mentre all’interno porta il calore dello stile british, ricco e avvolgente.

Tutte le suite hanno spazi, colori e velluti diversi, mobili antichi e opere d’arte specifiche. Sono intime e accoglienti, alcune sontuose come [...]

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