A Foligno il festival nazionale dei «Primi piatti»: sold out da oltre 100mila visitatori

Dal 24 al 27 settembre nella cittadina umbra il festival dedicato ai primi piatti. Una carrellata di ricette dal mare alla montagna dalla pasta al riso. Atteso un afflusso record

Difficilmente c’è qualcosa che può raccontare meglio l’Italia, le sue diversità, le sue tradizioni di un primo piatto. Perché può essere di mare, ricordare le aree costiere, oppure associarsi a prodotti della terra, dei boschi, della montagna. Solitamente è a base di pasta, la regina della tavola italiana, ma è anche a base di riso altro prodotto radicato nella cultura italiana e nella cui produzione l’Italia è tutt’ora il leader europeo. Anche se il main course nella cucina internazionale è il secondo, nella cucina italiana la portata principale resta il primo. Che si chiama così non solo per una sequenza temporale ma perché per tanti italiani è il piatto che caratterizza il pasto.

Da 27 anni in qua, e cioè dal 1999 i primi piatti hanno il loro festival nazionale: I Primi d’Italia che si tiene ogni anno a Foligno (Perugia). L’edizione 2026 de I Primi d’Italia, è stata presentata ieri sera a Roma, e si terrà dal 24 al 27 settembre nella cittadina umbra che punta al sold out.

Nato alla fine degli anni ’90 con l’obiettivo di valorizzare il primo piatto come simbolo della cultura gastronomica nazionale, il festival negli anni è cresciuto raggiungendo oltre 200 aziende, 60 chef, 119mila degustazioni organizzate e 106mila visitatori nella scorsa edizione (quasi il doppio dei 55mila abitanti della cittadina) delineando un tour diffuso attraverso i formati di pasta e le tradizioni più rappresentative di ogni regione dedicando un premio speciale ai grandi professionisti che si sono contraddistinti per la loro professione nel corso dell’anno.

«Da 26 anni – ha commentato il presidente Epta Confcommercio Umbra e organizzatore della manifestazione, Aldo Amoni – I Primi d’Italia racconta il nostro Paese attraverso la straordinaria varietà delle tradizioni regionali legate al primo piatto, passando in rassegna saperi antichi, produttori e grandi interpreti della cucina contemporanea. Foligno si conferma un punto d’incontro per chi vuole assaporare l’Italia in un percorso tra cucina e bellezze del territorio che continua a trasmettere il valore del patrimonio gastronomico italiano anche alle nuove generazioni».

Il cuore di questa 27esima edizione continuano ad essere le storiche taverne dei Rioni della Quintana che, durante la quattro giorni, si trasformeranno in Villaggi del Gusto, 11 spazi degustazione nel centro storico di Foligno, dove assaggiare ricette, scoprire specialità e produttori provenienti da diverse aree del Paese. Dai tortelli mantovani, ai classici umbri, romagnoli e siciliani, alle specialità della cucina di mare e di montagna, fino ai primi con protagonista il tartufo e proposte gluten free e vegan.

 «I Primi d’Italia è ormai diventato un punto di riferimento che pone Foligno al centro del palcoscenico nazionale – ha aggiunto il vicesindaco di Folino, Riccardo Meloni -. Anche in questa edizione siamo vicini al sold-out, l’evento rappresenta inoltre per la nostra città un volano economico e turistico importante».

«Foligno, città dove venne stampata la prima copia della Divina Commedia e dove San Francesco iniziò infatti il suo cammino di fede – commenta Michela Giuliani, Assessore comunale di Foligno – I Primi d’Italia consente di evidenziare il rapporto sempre più stretto tra cibo, cultura e arte, in sintesi le caratteristiche che fanno del turismo enogastronomico un asset fondamentale per il nostro Paese».

Tra i format più gettonati all’interno de I Primi d’Italia “A Tavola con le Stelle” lo spazio dedicato agli chef stellati e alla loro capacità di reinterpretare i piatti della tradizione. Protagonisti dell’edizione 2026 saranno Maurizio Serva del Ristorante La Trota 1 Stella Michelin, Giuseppe Iannotti del Ristorante Kresios 2 stelle Michelin, Mirko Marcelli del ristorante Osmosi 1 stella Michelin e Domenico Candela del Ristorante George 2 stelle Michelin.

Per chi ama la pasta fresca c’è l’angolo “La Pasta della Nonna” laboratorio per realizzare la sfoglia e alcuni formati di pasta tra i più classici del nostro Paese, come i pici, le tagliatelle e le orecchiette.

Non mancheranno attività dedicate ai più piccoli come I Primi d’Italia Junior, lo spazio dove i ragazzi potranno realizzare i formati di pasta della tradizione in compagnia di associazioni e professionisti del settore.

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