A Milano la nuova vita dell’ex Macello passa dal recupero del passato

Sì della Giunta comunale al Piano attuativo: 150mila metri quadrati nella zona sud est diventeranno un nuovo quartiere dal nome Aria

Per oltre vent’anni l’ex Macello di Milano è stato un perimetro invalicabile, un pezzo di città annonaria dismesso. Dal 2022, in parallelo con bonifiche e sviluppo del progetto, lo spazio ha iniziato ad aprirsi a intermittenza con il campeggio urbano dello Ied durante la Design Week, le visite in cantiere di Open House e i set open air della Fashion Week. Così gli usi temporanei, più dei render, stanno facendo scoprire ai milanesi i 150mila mq che diventeranno “Aria”, il nuovo quartiere disegnato per la città. Il Piano attuativo è stato adottato dalla Giunta comunale il 3 settembre. «Un progetto di rigenerazione tra i più importanti cui stiamo lavorando, che intreccia memoria e futuro», commenta la vicesindaca, con delega alla Rigenerazione urbana, Anna Scavuzzo. L’operazione, promossa da Near Sgr (già Redo), corre ora verso approvazione definitiva, permessi di costruire e avvio dei cantieri. Le demolizioni sono concluse, le bonifiche hanno superato il 90% delle previsioni.

Cornice dell’operazione è Reinventing Cities, il bando di C40, la rete di grandi città impegnate contro la crisi climatica. Il programma chiede a operatori e progettisti di trasformare aree dismesse o sottoutilizzate in progetti urbani a emissioni zero, tenendo insieme ambizione climatica e ricadute per la comunità locale. Un requisito che, come spiega Andrea Vecci, responsabile Impatto, Sostenibilità e Comunicazione di Near Sgr, «ha inciso fin dall’inizio sul metodo di lavoro e sull’adozione di un approccio multidisciplinare, generando valore diffuso per investitori, abitanti e l’intera area».

Altra peculiarità di questa trasformazione è «il dialogo con il patrimonio costruito, che avviene in modo più profondo di quanto accade di solito in questo genere di operazioni», osserva Giovanni La Varra, cofondatore dello studio Barreca & La Varra, tra i firmatari del masterplan con Snøhetta, Stantec e Fondazione Housing Sociale. «L’impianto storico era definito – aggiunge l’architetto – e dentro lo schema, precisato dalla Soprintendenza fin dalle fasi del concorso, abbiamo lavorato per costruire il nuovo. È stato un esercizio che, dalla necessità di superare problemi tecnici e strutturali, ha fatto nascere opportunità e darà vita a un paesaggio inedito, con un intercalare spinto fra nuovo e recupero». A questo si somma il mix di usi voluto dalla committenza: dalla residenza, privata e sociale, agli spazi commerciali e terziari, fino alla didattica fra scuola e università, con il verde a garantire al quartiere di restare vivo in momenti diversi della giornata e dell’anno.

Il ridisegno del sistema degli accessi è un aspetto poco raccontato della trasformazione. L’area di ARIA sarà quasi interamente pedonale: una scala senza pari nel centro di Milano. «È questa una delle sfide più complesse, non solo per il privato, ma anche per gli uffici del Comune – sottolinea Vecci –. L’approfondimento è stato quello di riuscire a comprendere come garantire, in un’area pedonale e priva di perimetro, l’accesso dei mezzi di soccorso, le vie di fuga, le consegne e la manutenzione ordinaria». Il lavoro, in continuità con gli studi sulla mobilità del vicino Foody, ha ridisegnato la viabilità perimetrale (viale Molise, via Azzurri d’Italia, via Lombroso) chiamata ad assorbire il traffico delle nuove funzioni residenziali, commerciali e universitarie. Tra gli interventi, spicca la creazione di un bypass a senso unico, che disegna una piccola circonvallazione intorno all’ex Macello, riservata a pedoni, ciclisti, residenti e servizi.

Infine, rilevante in questo sviluppo è la dimensione della sostenibilità, che parte da prima dei nuovi edifici e arriva al loro fine vita. L’ambizione di fare di ARIA il primo quartiere carbon negative di Milano, dichiarata nel bando C40, passa anche da ciò che si conserva, si demolisce e si recupera. Il percorso verso la neutralità carbonica copre 60 anni e include le emissioni delle costruzioni, quelle indirette e il fine vita degli edifici. Alla produzione locale di energia, anche fotovoltaica, con partner come E.ON, si affianca il lavoro sui materiali. «Solo nei cantieri di demolizione abbiamo avviato a recupero e riutilizzo in area il 92% dei materiali – precisa Vecci –. Tolti quelli inquinati, il resto lo abbiamo reimpiegato».

Proprio la memoria è il punto di partenza del placemaking. «Al Macello lavoriamo su una scala più ampia del solito – racconta Giordana Ferri, direttrice esecutiva di FHS –. Abbiamo iniziato anche in anticipo, con visite guidate e performance, per far conoscere il luogo mentre era ancora vivo nella memoria di chi lo aveva vissuto. Gli usi temporanei sono diventati anche un modo per anticipare le funzioni future. A questo proposito, stiamo lavorando ancora sul progetto per introdurre un auditorium inizialmente non previsto. L’idea che potesse diventare un punto di incontro ha fatto sì che, con il Comune e i progettisti, ci si chiedesse cosa succede al sito quando quegli usi finiscono. È l’uso, in parte, a modificare il cammino di ciò che sarà».

Aria ex Macello è il progetto di rigenerazione dell’ex Macello comunale di Milano, vincitore nel 2021 della seconda edizione di Reinventing Cities, il bando internazionale promosso da C40. L’operazione è promossa da Near Sgr, già Redo Sgr, per conto del Fondo Immobiliare di Lombardia (Fil1). Sorge nel Municipio 4, tra viale Molise, via Lombroso, via Azzurri d’Italia, via Maspero e via Vismara, accanto all’Ortomercato e a Porta Vittoria: 150mila mq di superficie territoriale, che salgono a 190mila con gli interventi sugli spazi pubblici limitrofi. L’investimento previsto è di circa 700 milioni.

Il masterplan, sviluppato con il contributo di Snøhetta, Stantec e Barreca & La Varra e la collaborazione di Fondazione Housing Sociale, affianca al recupero degli edifici storici nuove costruzioni residenziali, universitarie e di servizio. Sono previsti circa 1.200 appartamenti. Almeno il 50% della superficie lorda complessiva, pari a 60.212 mq, è destinato all’edilizia residenziale sociale, gestita dal Fil1 e dalla Cooperativa Unitaria Abitare Milano. La scheda progettuale indica oltre 900 alloggi a canoni e prezzi calmierati. Completano il programma uno studentato da 600 posti letto, il campus Ied per circa 4.500 studenti, una Casa di Quartiere, un centro diurno per persone con disabilità e un plesso con nido e scuola dell’infanzia nelle ex stalle.

Un auditorium è stato introdotto dopo il concorso. L’Accademia Teatro alla Scala ha manifestato interesse per una sede nell’area. Sono previsti circa 30mila mq tra verde e spazi pubblici e quasi 20mila mq asserviti all’uso pubblico.

I promotori prevedono l’avvio dei nuovi cantieri nel 2027 e il completamento delle principali realizzazioni entro il 2029, subordinatamente all’iter autorizzativo.

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