
Il ruolo e le competenze dei commercialisti nel congresso dell’Associazione dottori commercialisti
Accompagnare lo sviluppo della professione, essendo protagonisti della società, facendo emergere le competenze nell’economia, certamente. Ma proprio le competenze aziendali, societarie, fiscali possono essere enfatizzate nello sbrogliare le difficoltà e nel creare e supportare opportunità nel vasto perimetro dell’economia sociale.
Una linea cui Adc, l’Associazione dottori commercialisti, è fedele. Oggi, a Catanzaro, il congresso dell’Associazione è dedicato a «L’economia della rinascita: commercialisti, istituzioni e territorio, restituire valore alla comunità». Il focus è la gestione dei beni sequestrati e confiscati, con l’obiettivo di restituirli alla comunità, preservando la funzione economica ed enfatizzando il ruolo sociale, valorizzando le forze imprenditoriali sane, i giovani, i lavoratori. Il congresso si svolge dalle 9 presso il Complesso monumentale del San Giovanni.
È il presidente di Adc, Gianluca Tartaro, a mettere in evidenza il senso del Congresso, cui parteciperanno tra i relatori magistrati, professionisti che lavorano per valorizzare i beni sottratti alla criminalità, operatori del sociale, professori universitari.
«Il nostro vuole essere uno sguardo ampio, “grandangolare”, capace di abbracciare l’orizzonte senza perdere la profondità. È un cammino – afferma Tartaro – che scegliamo di percorrere per una ragione semplice quanto profonda: perché il commercialista, per noi, non è un tecnico dedito a freddi numeri ma è parte viva del tessuto sociale ed economico del Paese».
In coerenza con questa impostazione, si può disegnare il futuro della professione: «Vogliamo restare ben piantati, radicati nella società che ci ha generati e che continuiamo a servire» spiega Tartaro.
Catanzaro è, dunque, una tappa in un percorso che vuole allenare le competenze nell’economia e nel sociale. «Dietro ogni immobile confiscato, dietro ogni azienda sottratta alla criminalità, dietro ogni pena detentiva scontata ci sono muri che hanno visto paura, silenzio, complicità forzate. E noi, oggi, scegliamo di guardare quegli stessi muri e di immaginare altro: una scuola, un laboratorio, un’impresa che dà lavoro, una cooperativa che restituisce lavoro, impresa, dignità e valore. Non è agevole: i commercialisti sono abituati a leggere numeri».
Ma su questa base occorre andare oltre. «Perché dietro ogni rendiconto di un’amministrazione giudiziaria, di una detenzione, di una misura preventiva c’è una comunità che aspetta risposte e opportunità».
Il convegno analizzerà il percorso dell’amministrazione giudiziaria per i beni sottratti alla criminalità soprattutto attraverso le buone prassi.
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