A Torinodanza le sonorità pop degli anni ’80

Lo spettacolo Cassette vol.1 del coreografo Kyle Abraham è in cartellone alla Triennale di Milano, poi a Reggio Emilia e a Brescia

Scriveva Ennio Flaiano nel suo Diario notturno: «Ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato». Era il 1956 e con la lungimiranza dell’intellettuale arguto e polemico lo scrittore aveva intercettato, con largo anticipo, quel sentimento di estraneità e disagio che nell’attuale deriva della società ci appare familiare. Quando si fatica a immaginare un domani, specie in piena crisi economica, ambientale e politica, con lo spettro di una nuova guerra mondiale alle porte, il passato diventa un rifugio, un paesaggio edenico capace di farci dimenticare che ogni epoca ha avuto i suoi disastri.

La nostalgia che permea la nostra società non trova espressione solo nel riflusso socio-politico che ha portato indietro di decenni le lancette dell’orologio, ma anche nelle manifestazioni del pensiero, dell’arte e dello spettacolo. Nei giorni scorsi, a tal proposito, ha debuttato, in chiusura di un’edizione particolarmente variegata e stimolante del festival Torinodanza, lo spettacolo Cassette vol.1 del coreografo statunitense Kyle Abraham, dedicato alle sonorità pop degli anni ’80 del Novecento, in programma anche alla Triennale di Milano (14-15 ottobre), al Valli di Reggio Emilia per il Festival Aperto (18 ottobre) e al Teatro Grande di Brescia (21 ottobre).

L’ossatura dello spettacolo è una vera e propria compilation di canzoni che hanno segnato l’immaginario di una generazione cresciuta negli ovattati anni dell’edonismo reaganiano. Anni “spensierati” ma che, come ricorda il coreografo, hanno rappresentato anche la nascita di una società aperta al confronto e al meticciato, la complessità della comunità afroamericana, il risveglio della fantasia e della cultura di strada: «Lo spettacolo – spiega Abraham – lascia spazio al ridicolo e ai riferimenti alla cultura pop, invitando il pubblico a ridere degli eccessi e a commuoversi di fronte all’umanità dei ricordi perduti».

Sul fondo del palcoscenico spiccano cinque manichini bianchi, un telefono a gettoni e un lettore di musicassette, oggetto iconico che ritorna in scena anche nella forma del Walkman, col suo inconfondibile rumore di caricamento e scorrimento dei nastri. Sulla parete alcuni schemi televisivi trasmettono immagini dell’epoca: dalle pubblicità alle pionieristiche serie tv, fino ai Tg dove si riconosce il volto dell’ex attore hollywoodiano e presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.

Da You Make My Dreams di Daryl Hall & John Oates a Walk Like An Egyptian delle Bangles, da Let’s Work di Prince a Venus delle Bananarama, fino a Bette Davis [...]

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