Confermato il dialogo in corso fra la Commissione e la big tech. Attesa a novembre l’udienza conclusiva della class action inibitoria italiana
Il giorno dopo l’accordo raggiunto fra Meta e una coalizione di procuratori generali americani, che prevede il pagamento di sedici miliardi e settecento milioni di dollari, più l’intervento sul design delle piattaforme social per tutelare la salute dei minori online, anche l’Unione Europea conferma le voci su un dialogo in corso con la big tech statunitense. Nel briefing quotidiano con la stampa, il portavoce della Commissione europea per il digitale, Thomas Regnier, ha assicurato che ci sono degli scambi in corso con Meta. «Si tratta di un dialogo continuo che stiamo portando avanti per offrire almeno una protezione altrettanto valida ai nostri bambini qui nell’Unione Europea. Da parte nostra, stiamo lavorando intensamente da diverso tempo. Siamo a conoscenza delle notizie diffuse dai media e dell’accordo transattivo annunciato. Per contestualizzare – ha aggiunto Regnier – queste cause legali sono durate più di cinque anni e l’accordo transattivo verrà attuato nei prossimi 10 anni».
Nello stesso arco di tempo, l’Unione europea ha lavorato con le medesime finalità, adottando il Digital services act e avviando un’indagine su Meta per gli stessi sospetti nel 2024. «Il mese scorso siamo giunti alla conclusione che Meta, sia per Facebook sia per Instagram, e il suo design che crea dipendenza violano il Dsa. Ora, non si tratta di stabilire chi infliggerà la multa più salata. Ciò che vogliamo è proteggere efficacemente i nostri minori online. Questo è il lavoro che stiamo svolgendo attualmente», ha aggiunto il portavoce della Commissione, sottolineando come ora la palla sia nel campo di Meta, che deve «presentare impegni e offrire garanzie qui nell’Ue, tramite una corretta gestione del tempo di utilizzo dello schermo e un controllo parentale adeguato alle piattaforme».
Un’azione concreta e solerte è sollecitata anche da due eurodeputati del Partito democratico, il capodelegazione, Nicola Zingaretti, e il relatore del rapporto sull’impatto dei social media e dell’ambiente online sui giovani, Sandro Ruotolo. A loro avviso, l’Ue dovrebbe adottare «misure analoghe» a quelle contenute nell’accordo raggiunto tra Meta e diversi Stati Usa per chiudere un processo relativo ai danni arrecati da Facebook e Instagram alla salute mentale dei giovani, che ha «restituito un quadro di estrema gravità». Nel processo statunitense, hanno scritto in una nota i due eurodeputati, «sono emerse testimonianze e ammissioni secondo cui Meta avrebbe mantenuto misure di protezione poco utilizzate dagli adolescenti e accantonato interventi più incisivi per evitare una riduzione del tempo trascorso sulle piattaforme. Se confermati, questi elementi mostrerebbero che gli interessi commerciali sono stati anteposti alla sicurezza e al benessere dei minori», anche tramite informazioni ingannevoli sulla sicurezza delle piattaforme e alla raccolta illecita di dati personali di utenti minorenni.
Nell’accordo statunitense, che deve ancora essere approvato dal giudice, sono previste misure concrete, tra cui limiti giornalieri di utilizzo – [...]
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