
L’appello parte da BrianzAcque che anche quest’anno conferma l’accordo per la distribuzione di acqua a chilometro zero
Subito un’alleanza tra tra gestori, sistema produttivo e cittadini per salvaguardare la risorsa idrica. Perché «entro il 2030 c’è il rischio che la domanda globale superi del 40% l’offerta». L’appello arriva da Enrico Boerci, Presidente e Amministratore Delegato di BrianzAcque, azienda 100% pubblica che da oltre 20 anni gestisce industrialmente il servizio idrico integrato sui territori e che, anche quest’anno, in occasione del Gran Premio d’Italia di Formula 1, rilancia l’alleanza avviata nel 2022 con Autodromo Nazionale Monza, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di plastica monouso e incentivare il consumo di acqua pubblica.
In questo quadro, nel 2025 sono stati attivati oltre 40 punti di erogazione che hanno distribuito gratuitamente 78.284 litri di acqua a chilometro zero, pari a circa 156mila bottigliette da mezzo litro evitate. «Un risultato – sottolineano dall’azienda – che conferma la crescente attenzione del pubblico verso soluzioni sostenibili e accessibili. Per il 2026, l’iniziativa sarà ulteriormente rafforzata con un incremento delle postazioni di distribuzione, rendendo ancora più capillare la presenza dell’acqua pubblica all’interno dell’Autodromo».
L’obiettivo è facilitare l’accesso all’acqua di rete per tifosi, team e operatori, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale dell’evento e consolidando il modello di gestione sostenibile già avviato.
A monte uno studio degli esperti di BrianzAcque che hanno individuato i «7 settori produttivi che consumano più acqua a livello globale» e suggerito la strada da seguire per razionalizzare la risorsa e invertire la tendenza. SI parte dall’agricoltura, considerato «principale utilizzatore di acqua dolce a livello globale». Per gli esperti non tutto è perduto, perché «ma irrigazione di precisione, sensori e dati satellitari consentono di distribuire l’acqua dove e quando serve». C’è poi l’energia con centrali termoelettriche e nucleari che «impiegano acqua soprattutto per raffreddare. Sistemi a ricircolo, recupero del calore e più fonti eoliche e solari [...]
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