
Oltre il 90% di chi è interessato a questi immobili proviene dall’estero. Toscana, Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna le destinazioni più richieste
La regione più “gettonata” è la Toscana, anche se non mancano le offerte tra Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna. Il mercato dei castelli, seppure di nicchia e con importi significativi, funziona e a farlo andare sono soprattutto gli stranieri.
«Sono, per loro natura, immobili unici e limitati. È proprio questo uno degli elementi che li rende particolarmente interessanti per gli acquirenti di fascia alta, soprattutto internazionali – commenta Danilo Romolini della Romolini immobiliare di San Sepolcro -. Per un acquirente straniero, proveniente magari da un Paese con un patrimonio storico e architettonico molto diverso da quello italiano, un castello può rappresentare la possibilità di diventare proprietario di un autentico pezzo di storia. A questo si aggiungono l’unicità architettonica, l’originalità dei materiali, le finiture e il contesto paesaggistico. L’acquisto di un castello viene quindi spesso percepito, a questo livello di mercato, in modo simile all’acquisto di un’opera d’arte, un bene unico e irripetibile». Anche perché, molto spesso, considerata la funzione originaria dei castelli che era quella militare e di difesa, sono situati in posizione «posizioni strategiche e panoramiche».
«Negli ultimi anni abbiamo riscontrato un interesse crescente, soprattutto da parte di acquirenti con disponibilità patrimoniali elevate e con una forte motivazione personale verso questo tipo di proprietà – aggiunge Romolini -. La componente straniera è predominante in questo segmento di mercato, registriamo oltre il 90% di stranieri tra gli acquirenti interessati all’acquisto di un castello». In questo quadro a rappresentare la parte più importante del mercato sono gli Stati Uniti.
«Nei primi otto mesi del 2025, per gli immobili di lusso in Toscana nella fascia tra 1 e 3 milioni di euro – prosegue -, gli americani rappresentavano il 28,4% delle richieste internazionali, seguiti da Germania e Regno Unito». Una delle caratteristiche di questo settore è poi quella dei tempi di vendita, generalmente più lunghi rispetto a quelli di altre proprietà. Perché, come sottolinea il rappresentante dell’agenzia che ha «56 castelli ufficialmente in vendita e oltre 100 proprietà di questo tipo nel portfolio» il valore di un castello «non dipende esclusivamente dalla superficie, ma da una combinazione di fattori, storia, architettura, stato di conservazione, posizione, estensione dei terreni, privacy, possibilità di utilizzo e, soprattutto, costi di gestione e di eventuale ristrutturazione».
Tra le ultime vendite, il Castello di Polgeto. «Mio padre l’aveva venduto ai precedenti proprietari circa 17 anni fa – ricorda Danilo Romolini -. La proprietà è stata successivamente completamente ristrutturata, con piscina, campo da tennis, oltre 10 suite con finiture di pregio. Abbiamo recentemente concluso la vendita con un acquirente americano, con una richiesta di 8,5 milioni di euro». Non solo: «Un’altra vendita significativa conclusa quest’anno è stata quella del Castello di Fosini, la più grande tenuta privata della Toscana, con oltre 2mila ettari di terreno, 25 casali e un castello millenario».
Secondo un report di qualche anno fa a cura di Sidief e Banca d’Italia, tra pubblico e privato il patrimonio immobiliare di pregio pesa sulla bilancia per circa 1.500 miliari di euro, un quarto dell’intero mercato immobiliare.
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