“Adotta un bene archeologico”: da Napoli l’appello a Comuni e cittadini

Progetto della Città metropolitana per valorizzare beni minori, spesso non conosciuti. Raccolte le prime 200 proposte. Iniziativa presentata alla Bmta

In un territorio ricco di archeologia, di grandi e piccole testimonianze, spesso queste ultime dimenticate, la gestione e la valorizzazione di tutto sono missioni quasi impossibili. Spesso prevale una esigenza di semplice tutela, soprattutto se si tratta di piccoli beni da cui non è facile poter ricavare reddito. Allo scopo di migliorare queste attività, la Città metropolitana di Napoli, guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, ha varato un progetto. O meglio, ha lanciato un appello: “Adotta un bene archeologico”, progetto che ambisce, appunto, a migliorare la valorizzazione di tutto il patrimonio dell’area a maggiore densità archeologica d’Italia.

L’iniziativa _ che potrà concorrere ad utilizzare i fondi per 10 milioni che la città metropolitana destina alla cultura _ è stata presentata in occasione della BMTA, Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, giunta alla XXVIII edizione, che si tiene in questi giorni a Paestum, la città del templi.

«Ciascuno dei 92 Comuni che compongono la Città Metropolitana di Napoli – afferma Manfredi – custodisce almeno una testimonianza del proprio passato: ville romane, necropoli, ipogei, resti di acquedotti e antichi insediamenti, che messi insieme, fanno del territorio metropolitano di Napoli l’area a più alta densità archeologica d’Italia, per numero ed estensione dei siti rispetto all’ampiezza del territorio, e con ogni probabilità del mondo. Sono beni di straordinario valore che spesso restano ai margini dei circuiti turistici e della conoscenza stessa delle comunità locali: un patrimonio che attende soltanto di essere messo a sistema con i luoghi Unesco, per diventare leva di sviluppo turistico e culturale e di crescita economica».

Si parte da un primo screening. Si chiede a Comuni, cittadini, imprese, insomma al territorio di segnalare quali patrimoni valorizzare, facendo emergere anche realtà ancora non conosciute, rispondendo alla manifestazione di interesse promossa dalla Città metropolitana di Napoli. Il censimento ha già dato risultati interessanti: in meno di quattro mesi sono stati segnalati infatti circa 200 beni archeologici su cui [...]

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