Affitti brevi, il settore vale 51,7 miliardi: indotto oltre i 40 miliardi

Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni dirette salgono a 10,1 miliardi, investimenti per ristrutturazioni e manutenzioni a 800 milioni. Salvini contro il regolamento Ue «è esproprio»

Gli effetti delle regolamentazioni, le prospettive legislative e fiscali, il rapporto tra proprietà immobiliare e nuove esigenze abitative, ma anche il ruolo delle piattaforme, le operazioni di aggregazione e le tendenze del mercato tra locazioni brevi, medie e lunghe: sono questi i temi su cui si gioca oggi la partita degli affitti brevi, mentre in Europa il dibattito sulle nuove regole si fa sempre più acceso. E in questo scenario gli ultimi numeri raccontano un comparto in crescita, che in Italia vale 51,7 miliardi di euro. I dati, elaborati dal Centro Studi di Aigab (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) e riferiti ai primi nove mesi del 2026, sono stati presentati in apertura della seconda edizione degli Stati Generali degli Affitti Brevi, in corso a Milano fino a domani.

In apertura dei lavori è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che si è espresso nettamente contro il regolamento europeo sugli affitti brevi, annunciando la volontà di contrastarlo «con ogni mezzo necessario». Salvini ha definito la normativa una misura che «legittima sostanzialmente una forma di esproprio», criticando inoltre le politiche che, a suo avviso, penalizzano i proprietari immobiliari. Il ministro ha poi difeso il ruolo degli affitti brevi, sostenendo che non siano in competizione con il settore alberghiero: «Soddisfate due fasce di mercato differenti». E sul tema più generale della casa ha sottolinea la necessità di garantire maggiori tutele ai proprietari soprattutto sugli sfratti e condizioni più favorevoli per rimettere gli immobili sul mercato.

Rispetto al 2025 il segno è positivo ovunque. Le prenotazioni dirette (gross book value) passano da 8,5 a 10,1 miliardi (circa +19%), l’indotto da 32,9 a 40,6 miliardi (circa +23%), gli investimenti per ristrutturazioni, arredi e manutenzioni da 600 a 800 milioni. Numeri che, secondo Marco Celani, presidente di Aigab, mostrano «come le famiglie italiane continuino a credere negli affitti brevi: la domanda tiene e le tariffe salgono, anche se non per tutte le destinazioni».

Secondo l’elaborazione Aigab su dati Istat e PriceLabs, in Italia ci sono circa 35,6 milioni di abitazioni: 21,7 milioni occupate da residenti, quasi 9,6 milioni non occupate e 4,3 milioni in affitto (dato Istat aggiornato al 2019). Sulla base di questi numeri, gli annunci online a settembre 2026 erano circa 509mila, pari all’1,4% del totale. Quanto alla provenienza, il 30,4% degli immobili che entrano nel mercato degli affitti brevi era sfitto da tempo, il 28,7% arriva da un’eredità e il 26,1% era abitato dai proprietari, che hanno avuto bisogno di [...]

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