Affitti brevi, Milano prepara nuovi controlli sulle irregolarità

L’imposta di soggiorno tassa un non contribuente (il turista) ma grava sul gestore

Milano si dota di nuovi strumenti per il contrasto degli affitti brevi irregolari sul modello di Barcellona, con un utilizzo più massiccio dell’incrocio delle banche dati. Il capoluogo lombardo sta avviando, proprio in queste settimane, un progetto sperimentale di contrasto all’evasione immobiliare.

Dopo la chiusura di un primo test, che ha consentito di rilevare 2mila immobili che non avevano mai versato la Tari e 6mila strutture con pagamenti irregolari, grazie all’incrocio dei dati presenti nelle diverse banche dati (dal Suap a Soggiorniamo, la piattaforma per le strutture ricettive), ora si punterà alle locazioni brevi irregolari. Il capoluogo lombardo, come Firenze, si ispira al caso Barcellona per stanare l’evasione immobiliare sfruttando l’incrocio dei dati presenti nelle banche dati comunali

A confermarlo a Il Sole 24 Ore è stato l’assessore al bilancio e patrimonio immobiliare del comune di Milano Emmanuel Conte, intervenuto al convegno «La gestione fiscale del turismo» organizzato da Giuseppe Zizzo, presidente dell’Anti Lombardia, a Milano, il 28 ottobre 2026. La mattinata di studio sull’imposta di soggiorno ha portato avanti riflessioni sulla manutenzione straordinaria dell’imposta che vanta 14 anni di onorato servizio e che non riesce più a intercettare l’evoluzione dei bisogni del territorio legati a un turismo che è cambiato sia nella recettività sia nel consumo. Attualmente, dai dati forniti da Claudio Sciancalepore, dirigente del ministero dell’Economia e delle Finanze, l’imposta procura un gettito per 843.732.203,45 (dati 2025) da ben 1.527 comuni che hanno inviato le informazioni alla banca dati Siope del Mineconomia.

Guardando a Milano (la cui tassa di soggiorno attualmente [...]

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