
Meloniani, azzurri e leghisti compatti contro la proposta della Commissione Ue. L’eurodeputato dem Nardella: «Accolta richiesta dei sindaci, il Governo non può più ignorarli»
La nuova proposta di regolamentazione europea sugli affitti brevi spacca la politica italiana: accolta con favore dal Pd, giudicata troppo morbida dalla sinistra, puntella invece l’eurocriticismo in ascesa di una maggioranza di centrodestra scossa dall’avanzata dell’ultradestra in Germania e insidiata in patria da Roberto Vannacci.
«Ennesimo attacco di Bruxelles alla casa, alla proprietà privata e ai risparmi degli italiani», tuona la Lega di Matteo Salvini. Dopo quella sulle case green un’altra «follia Von der Leyen», sostiene il Carroccio, specchio «di un’Europa guidata da burocrati non eletti».
Anche i meloniani partono all’attacco. Secondo gli europarlamentari Fdi, il capogruppo Carlo Fidanza, la vicepresidente dell’Eurocamera Antonella Sberna e Denis Nesci, la Commissione Ue non fa «che alimentare le preoccupazioni dei cittadini già emerse in questi giorni». Con le nuove regole «si comprime il diritto di proprietà, si invadono le competenze degli Stati membri, si mettono i territori uno contro l’altro». In sintesi: se la crisi abitativa è reale, la risposta «è ideologica e fondata sui divieti». Una ricetta «calata dall’alto» che scoraggerà gli investimenti e ridurrà ancora l’offerta abitativa. L’opposto – sostengono – della strada imboccata con il Piano casa italiano.
«Jørgensen si fermi», protestano anche gli azzurri, da sempre contrari a giri di vite sul settore. Il leader Antonio Tajani, in linea con la posizione dei Popolari europei, da [...]
Articolo precedente
Via libera (bipartisan) della Camera al testo unico sul cinema
Articolo successivo
Centrodestra, laboratorio Calabria. Ecco perché le suppletive sono un test

