
Secondo una proiezione di PwC potrebbero liberare risorse per la crescita e le assunzioni nelle casse delle imprese. JetHR ha lanciato Jet Recupero Ai, un agente intelligente che ha rilevato un risparmio medio di oltre 1.500 euro per ogni dipendente
Nelle casse delle aziende italiane c’è un serbatoio di 46 miliardi di euro di agevolazioni sprecate ogni anno da recuperare a beneficio delle imprese e dei lavoratori stessi. E’ emerso da uno studio PwC intitolato “Costo degli stipendi in Italia: liberare competitività per la crescita” che è stato realizzato su un campione di 400mila imprese con 13 milioni di dipendenti, con un costo del lavoro di 457 miliardi, dando come risultato 33 miliardi di euro di crediti recuperabili tra inefficienze, dimenticanze, mancato recupero di crediti fiscali legati ad agevolazioni che vanno dagli sgravi per le assunzioni dei giovani, delle donne, al Sud, nelle Zes, fino alle note spese. Se proiettato sull’insieme dei dipendenti italiani si arriva a 46 miliardi di agevolazioni fiscali recuperabili, spiega Francesco de Mutiis, director People Transformation di PwC.
Il contesto italiano, fatto di molta burocrazia e normative spesso scoraggianti per la loro complessità, apre molte spazi al recupero di inefficienza su uno dei primi capitoli di costo per le imprese italiane e cioè il costo del personale. Un recupero che è l’obiettivo della piattaforma, Jet Recupero AI di Jet HR, nata con l’obiettivo di recuperare crediti. Marco Ogliengo, ceo e co-founder della tech company che fa consulenza sulla gestione del personale, racconta che «analizzando i nostri clienti nei meandri più tecnici delle buste paga, abbiamo scoperto un mondo di opportunità che restano sistematicamente sottoutilizzate, come agevolazioni difficili da individuare, misure che richiedono un’applicazione tecnica molto precisa per essere sfruttate davvero, talvolta pura dimenticanza. Il fenomeno riguarda più di metà delle aziende del nostro campione formato da oltre 250 dei nostri clienti. Jet Recupero Ai è un agente intelligente che abbiamo già utilizzato su diverse aziende constatando un risparmio medio per dipendente di oltre 1.500 euro». Alcuni esempi sono quello di Lexroom con 210mila euro di risparmi contributivi e 40mila gestionali, Serenis con 101mila euro di risparmi contributivi e 49mila gestionali, Octopus energy con 193mila euro di risparmi contributivi e 36mila gestionali e Richmond con 41mila euro di risparmi contributivi e 5mila gestionali.
In un Paese dove il cuneo fiscale medio arriva al 45,8%, contro una media Ocse del 35,1%, il quinto valore tra i 38 Paesi membri, quasi un euro su due non arriva al lavoratore. Secondo la proiezione di PwC a fronte di un costo del lavoro pari a 100, circa 46 vengono assorbiti da imposte e contributi e solo poco più della metà si traduce in reddito netto per i lavoratori. Questo costo è una delle principali aree di intervento per liberare competitività, come concorda anche Maria Anghileri, COO di Eusider group, che evidenzia come «il principale problema delle imprese italiane in questa fase è il costo dell’energia troppo alto che ci impedisce di essere competitivi. Sui salari tutti dobbiamo fare di più per essere più attrattivi e superare il tema del disallineamento [...]

