Convegno a Roma. Mariani (Leonardo): «C’è un tema di tecnologie, vitale. Io l’ho tirato fuori fuori parlando di rete satellitare piuttosto che di sensori da radar o di processing, ma è solo per dire che non si tratta soltanto di intelligenza artificiale. Stiamo parlando sicuramente di tecnologie che riguardano i sensori, l’infrarosso, i materiali, le reti, il quantum, laser»
L’AI costituisce una sfida anche per la Difesa. Quella che assume sempre più le sembianze di una rivoluzione, potrebbe avere un impatto sulle professionalità ma l’essere umano, anche in questo scenario, resterà al centro del processo. La considerazione è del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Antonio Conserva. Il generale di squadra aerea è intervenuto al convegno “Facciamo Sistema – Difendiamo il presente, Pianifichiamo il futuro: Insieme, più in alto”, che si è svolto lunedì 12 ottobre a Roma presso l’Auditorium Adriano Visconti di Palazzo Aeronautica. «Sicuramente lo sviluppo tecnologico porterà delle novità – ha affermato – però gli aspetti sia etici sia la complessità delle operazioni militari non consentiranno di affidarsi completamente a droni e intelligenza artificiale. Quindi anche i sistemi che stiamo progettando nel futuro, come il Gcap (il caccia di sesta generazione, ndr), si fondano su un connubio tra nuove tecnologie ed elemento umano, per cui ritengo, anche per offrire una maggiore resilienza a questi sistemi, che l’uomo nel loop decisionale sia fondamentale. Quindi – ha aggiunto Conserva – per il momento può darsi che verranno ad essere influenzate le professionalità che servono e quindi magari ci sarà un riorientamento delle professionalità, ma non la sostituzione dell’elemento umano da parte dell’intelligenza artificiale».
L’iniziativa romana, che apre la strada all’Air & Space Power Conference 2027, in programma a Milano il 7 e 8 aprile, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della Difesa, dell’industria, del mondo accademico e della ricerca per un approfondimento sulle principali sfide attuali e future nel settore della Difesa e dell’aerospazio, con particolare riferimento allo sviluppo delle capacità, all’innovazione tecnologica e alla costruzione di una visione condivisa del futuro. L’obiettivo è presentare le linee di sviluppo dell’Aeronautica Militare in una prospettiva di lungo periodo fino al 2044 e favorire la definizione di partenariati strategici, promuovendo fin dalle fasi iniziali una collaborazione tra i principali attori del sistema difesa nazionale. Tra i relatori accademici, vertici e rappresentanti di istituzioni e realtà industriali del settore aerospaziale come Agenzia Spaziale Europea, Enea, Leonardo, MBDA, ELT Group, Avio Aero, Argotec, D-Orbit, Rheinmetall, Almaviva Group, Almawave Labs, Quantum Ket e Nuclitalia. «Viviamo in un mondo in cui gli equilibri internazionali sono cambiati e continuano a cambiare rapidamente», ha ricordato in un videomessaggio il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Questo ci impone di cambiare approccio. Non possiamo più ragionare per compratimenti separati. La sicurezza nazionale – ha messo in evidenza il responsabile della Difesa – è una sola e, per garantirla, dobbiamo mettere insieme tutte le risorse di cui il Paese dispone».
Il convegno, promosso dall’Aeronautica Militare in collaborazione scientifica con l’Istituto Affari Internazionali (IAI) e il Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) dell’Associazione Arma Aeronautica, si è sviluppato lungo due direttrici: “Proteggiamo il Presente”, dedicata alle esigenze di breve e medio termine, e “Pianifichiamo il Futuro”, orientata alle grandi sfide strategiche e tecnologiche del lungo periodo. La prima sessione ha richiamato la necessità di garantire la piena operatività dei sistemi d’arma, sostenere la formazione del personale, rafforzare la protezione delle basi e sviluppare capacità efficaci di contrasto ai sistemi a pilotaggio remoto. La seconda ha guardato alle [...]
Articolo precedente
Contratto bancari, incontro su welfare e benessere organizzativo
Articolo successivo
Lvmh delude il mercato con ricavi in flessione dell’1,6% a cambi correnti

