AirAsia in cerca di finanziatori esteri per sopravvivere

Per la più grande low cost asiatica funding da un miliardo di dollari sui mercati finanziari. AirBaltic, il tribunale Usa approva il chapter 11

Non ci sono soltanto le compagnie aeree americane ed europee a soffrire per l’aumento del costo del carburante. Mentre AirBaltic ottiene il via libera dal tribunale di New York per il Chapter 11 a protezione del suo piano di ristrutturazione, AirAsia, la più grande compagnia low cost asiatica. basata a Kuala Lumpur, in Malesia, cerca nuove linee di finanziamento per sostenere il suo debito appesantito dai costi del jet fuel. A correre in aiuto del vettore c’è anche il governo malese che avrebbe avviato colloqui con i concorrenti Malaysia Airlines e Batik Air per valutare la loro capacità di assorbire una parte significativa del mercato domestico qualora la compagnia low cost dovesse trovarsi nella necessità di ridimensionare ulteriormente le proprie attività.

Le interlocuzioni, secondo quanto riportato dalla Reuters citando fonti vicine al dossier, si sono intensificate nelle ultime settimane e coinvolgerebbero anche il ministero delle Finanze e Malaysia Airports Holdings Berhad, il gestore aeroportuale legato allo Stato.

La pressione sui conti di AirAsia, società privata quotata in Borsa, si è accentuata con l’aumento dei costi operativi, in particolare quelli legati al carburante. Nel secondo trimestre il costo medio del jet fuel è salito a circa 183 dollari al barile, con un incremento del 66% rispetto al trimestre precedente. Il gruppo AirAsia conta una flotta di 243 aerei tutti Airbus: quest’anno ha effettuato un ordine di 150 Airbus 220.

Per una compagnia aerea low cost, caratterizzata da elevati volumi e margini relativamente contenuti, l’aumento del carburante rappresenta un elemento particolarmente sensibile. AirAsia ha inoltre dovuto fare i conti con rilevanti perdite valutarie.

Nel trimestre chiuso il 30 giugno la compagnia ha registrato una perdita netta di 205 milioni di dollari, mentre le perdite legate ai cambi hanno raggiunto 81 milioni di dollari.

Le due compagnie interpellate dal governo avrebbero manifestato disponibilità a espandere autonomamente la propria presenza sulle rotte oggi servite da AirAsia, mentre l’ipotesi di un’acquisizione integrale del business di AirAsia al momento non sarebbe al centro delle discussioni. Lo scenario considerato è piuttosto quello di una crescita organica dei concorrenti, nel caso in cui si aprissero spazi sul mercato.

AirAsia rappresenta circa il 40% del mercato aereo complessivo della Malaysia e circa il 60% dei collegamenti domestici: un eventuale ridimensionamento avrebbe ripercussioni sulla connettività interna, sull’occupazione e sull’accessibilità dei collegamenti aerei nella regione.

Parallelamente alle ipotesi elaborate dalle autorità, AirAsia sta lavorando per rafforzare la propria struttura finanziaria. La compagnia ha dichiarato di essere in trattative con istituti finanziari internazionali per raccogliere fino a 1 miliardo di dollari sui mercati del debito, oltre a circa 173 milioni di dollari attraverso linee di credito locali. Le risorse sarebbero destinate soprattutto alla ristrutturazione dell’indebitamento.

Secondo alcune delle fonti citate, tuttavia, il fabbisogno complessivo di nuovo capitale potrebbe essere superiore e raggiungere almeno 3 miliardi di dollari. AirAsia contesta questa valutazione e sostiene che gli obiettivi di finanziamento annunciati siano sufficienti a coprire le proprie necessità.

A fine giugno la compagnia disponeva di liquidità e disponibilità bancarie per circa 235 milioni di dollari, a fronte di passività correnti pari a circa 4,5 miliardi di dollari.

La compagnia respinge le speculazioni sulla propria situazione e sottolinea di essere concentrata sulla continuità operativa. AirAsia ha inoltre accelerato il programma di ristrutturazione: sono state eliminate alcune rotte non redditizie, sono stati restituiti ai lessor 25 aeromobili più datati e sono in corso rinegoziazioni dei contratti con i fornitori per contenere i costi. Il management insiste quindi sulla capacità del gruppo di proseguire le proprie attività e sulla domanda ancora sostenuta. Il governo malese sta monitorando la situazione finanziaria e ha incaricato una società di consulenza di valutare il fabbisogno finanziario di AirAsia.

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