
L’industria dei preziosi a convegno in Italia elabora nuove strategie per superare le difficoltà attuali
È necessario rafforzare la fiducia degli acquirenti nel mercato dei preziosi, messa a rischio dalla confusione creata sul mercato dal marketing spesso aggressivo dei diamanti sintetici (sempre meno chiamati laboratory grown). E bisogna tenere la barra dritta sulla sostenibilità, necessaria per frenare i cambiamenti climatici in atto e mitigare le diseguaglianze che incrinano la coesione sociale. Ma le strategie di sostenibilità devono essere più pragmatiche e meno ideologiche, procedurali e normative perché scontiamo un eccesso di regole inattuabili. Solo così si supererà la crisi in atto nel settore dei diamanti e il rallentamento del mercato dei gioielli, aumentando la resilienza del comparto per resistere alle fluttazioni del prezzo dell’oro, che tanti problemi hanno creato.
Sono questi i temi principali trattati al congresso mondiale di Cibjo-The world jewellery confederation, inaugurato ieri all’interno della fiera Vicenzaoro, ospite di Italian exhibition group (Ieg). «Festeggiamo il centenario della confederazione internazionale proprio in Italia per riconoscerne l’eccellenza mondiale della manifattura e del design – ha detto il presidente Gaetano Cavalieri -. I 600 delegati da 40 Paesi di tutti i continenti stanno riflettendo assieme su come superare il momento di rallentamento attuale della domanda e di riduzione dei margini. Vedremo diversi cambi di strategia in arrivo, perché questa industria è sana, reattiva e vuole costruire il mercato per prosperare anche nei prossimi cento anni e continuare a mantenere 120 milioni di persone in tutto il mondo, dalle miniere alle gioiellerie, dalle manifatture alle borse dei preziosi, fino alle fiere come Vicenzaoro».
Sarebbe troppo facile, però, fare salire diamanti e criteri Esg (environmental, social, governance) sul banco degli imputati come unici responsabili della difficile congiuntura. Ma tutti i rappresentanti [...]
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