
Come sempre in queste occasioni, lo stile e l’abbigliamento dei padroni di casa e degli ospiti d’onore hanno costituito uno dei temi centrali della cena di stato in occasuibe della visita del leader cinese in Usa. La serata ha messo in evidenza anche la dipendenza di molte grandi imprese americane dalla produzione cinese
Dalla corsa all’intelligenza artificiale alle catene di approvvigionamento, fino ai colossi tecnologici esclusi dal mercato cinese: la cena di Stato offerta alla Casa Bianca in onore del presidente Xi Jinping ha riunito alcuni dei protagonisti delle relazioni sempre più complesse tra Stati uniti e Cina. Nella East Room, accanto a Xi e al presidente Donald Trump, hanno preso posto alcuni dei più importanti amministratori delegati americani, a testimonianza di quanto le due maggiori economie mondiali restino intrecciate anche mentre competono per il primato nelle tecnologie emergenti.
Tra gli ospiti figuravano i vertici di alcune delle aziende al centro della corsa globale all’Ia. Il Ceo di OpenAI Sam Altman ha partecipato insieme al presidente della società Greg Brockman, mentre Elon Musk era presente nella sua veste di imprenditore di Tesla, SpaceX e xAI e alleato di Trump. Alla cena anche l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang e l’ex responsabile della Casa e l’ex responsabile della Casa Bianca per Ia e criptovalute David Sacks.
Le loro posizioni riflettono anche le divisioni nell’industria americana sull’approccio allo sviluppo dell’Ia. Altman e Musk hanno sostenuto la necessità di rallentare in alcuni casi lo sviluppo dei sistemi più avanzati e di rafforzare le misure di sicurezza, mentre Huang e Sacks hanno respinto gli scenari più allarmistici e insistono sulla necessità di accelerare l’innovazione. Nvidia, in particolare, ha spinto per mantenere l’accesso al mercato cinese e ha ottenuto dall’amministrazione il via libera alla vendita in Cina di alcuni chip avanzati, una scelta che ha suscitato critiche negli Stati Uniti.
La serata ha messo in evidenza anche la dipendenza di molte grandi imprese americane dalla produzione cinese. Per Apple, rappresentata da Tim Cook, la Cina resta uno dei principali mercati e il centro della sua struttura manifatturiera, nonostante il progressivo spostamento di parte della produzione verso l’India. Anche Tesla continua a dipendere fortemente dalla Cina per produzione e vendite: prima della cena Musk ha definito la fabbrica di Shanghai un “gioiello”.
Come sempre in queste occasioni, lo stile e l’abbigliamento dei padroni di casa e degli ospiti d’onore hanno costituito uno dei temi centrali della cena di stato offerta alla Casa Bianca per la coppia presidenziale cinese. Con Donald Trump in tuxedo e Xi Jinping nel tradizionale ’Mao suit’, l’abito in stile Mao Zedong, le first lady americana e cinese hanno rubato la scena. Melania Trump ha indossato una camicetta bianca in popeline di cotone di Saint Laurent, una fascia in seta nera di Dolce & Gabbana e pantaloni neri in broccato con motivo a peonie di Dolce & Gabbana, nonché le amate décolleté nere di Christian Louboutin. Peng Liyuan, invece, ha indossato un abito lungo rosso fuoco con maniche lunghe, con il mandarin collar, piccolo scollo a V e gonna a ruota, all’insegna della tradizione: il colore rosso nella cultura cinese simboleggia la buona sorte, la felicità e la prosperità.
Silicon Valley molto ben rappresentata
Oltre ai vertici delle aziende Hi Tech Usa tra gli invitati c’era anche il fondatore di Amazon Jeff Bezos. La piattaforma dipende in larga misura da venditori e produttori cinesi e molti dei beni commercializzati da Amazon sono stati colpiti dai dazi introdotti dall’amministrazione Trump.
Al tavolo erano presenti inoltre i vertici di aziende che in Cina restano sostanzialmente escluse dal cosiddetto Great Firewall. Il Ceo di Google Sundar Pichai, il cofondatore Sergey Brin e il numero uno di Meta Mark Zuckerberg rappresentano gruppi i cui principali servizi sono bloccati o fortemente limitati sul mercato cinese. Google ha ritirato nel 2010 il suo motore di ricerca dalla Cina continentale dopo anni di controversie sulla censura, mentre Facebook, Instagram e WhatsApp restano inaccessibili.
Di tutt’altro profilo la rappresentanza arrivata con Xi, composta quasi interamente dai vertici politici e istituzionali cinesi. Accanto al presidente e alla moglie Peng Liyuan sedevano Cai Qi, membro del Comitato permanente dell’Ufficio politico del Partito comunista cinese e uno degli uomini più vicini a Xi, il ministro degli Esteri Wang Yi e il vicepremier He Lifeng, principale interlocutore di Washington nei negoziati economici e commerciali.
La delegazione comprendeva anche il presidente della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme Zheng Shanjie, il ministro del Commercio Wang Wentao, il ministro delle Finanze Lan Fo’an, il viceministro degli Esteri Ma Zhaoxu e l’ambasciatore cinese negli Stati uniti Xie Feng. Presenti inoltre alti funzionari dell’apparato del Partito e della presidenza, tra cui Tang Fangyu, direttore dell’Ufficio centrale per la ricerca sulle politiche, e Zhou Hongxu, direttore dell’Ufficio centrale per la sicurezza.
Il contrasto con il lato americano era evidente: nessun grande imprenditore cinese figurava nell’elenco ufficiale degli invitati, mentre la Casa Bianca aveva riunito una parte consistente dell’élite industriale e finanziaria statunitense. Oltre ad Altman, Musk, Huang, Cook, Zuckerberg, Bezos e Pichai, erano presenti Satya Nadella di Microsoft, Lisa Su di Amd, Michael Dell, Jamie Dimon di JPMorgan Chase, Larry Fink di BlackRock, Stephen Schwarzman di Blackstone, Jane Fraser di Citigroup e David Solomon di Goldman Sachs.
Alla cena hanno partecipato anche i principali esponenti dell’amministrazione coinvolti nella politica verso Pechino, tra cui il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il rappresentante Usa per il Commercio Jamieson Greer. Presenti anche le figlie del presidente Ivanka e Tiffany, il figlio Eric e la nipote Arabella Kushner, che durante una visita di Xi nel 2017 aveva cantato in mandarino davanti al leader cinese.
Tra gli ospiti figuravano infine il presidente della Corte suprema John Roberts e i giudici Amy Coney Barrett e Brett Kavanaugh, oltre a diversi volti di Fox News e a David Ellison, amministratore delegato di Paramount Skydance. Una platea che ha riunito politica, tecnologia, finanza e media attorno a Trump e Xi, al termine di una giornata costruita dalla Casa Bianca per cercare di stabilizzare un rapporto bilaterale segnato allo stesso tempo da competizione strategica e profonde interdipendenze economiche.
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