Amazon distrugge libri antichi per alimentare i suoi modelli AI

Il colosso dell’ecommerce utilizza volumi rari e fuori catalogo per addestrare AI, sacrificando la conservazione culturale in nome dell’innovazione tecnologica

Amazon è nata dai libri, ma ora ne distrugge in quantità industriali per alimentare la nuova frontiera tecnologica dell’intelligenza artificiale. Il colosso dell’ecommerce, nato nel 1994 come libreria online e poi allargatosi a tutti i settori merceologici, sta acquistando tonnellate di libri antichi, tra cui anche volumi rari, per scannerizzarli e darli in pasto all’intelligenza artificiale per addestrare i modelli linguistici.

Per agevolare e rendere più rapida questa operazione, ne tagli il dorso, di fatto distruggendo i volumi. A scoprirlo è stata un’inchiesta del sito 404 Media, che ha inserito un dispositivo di tracciamento all’interno di un libro raro, per capire lo scopo di questo commercio di libri antichi e rari.

Il sospetto era proprio che fossero utilizzato per l’addestramento di modelli di AI delle aziende, ma la sorpresa è stata grande quando il viaggio del libro per tutti gli Stati Uniti ha portato a un deposito di Amazon a Las Vegas, in Nevada.

La struttura dedicata a queste operazioni di formazione dell’AI è identificata con il marchio VGT3 e l’immagine di un dinosauro che stringe un libro tra gli artigli. Amazon ha dichiarato in un comunicato che “acquista libri tramite canali commerciali per migliorare i prodotti e i servizi utilizzati dai clienti”.

Non è un mistero che i grandi modelli linguistici come ChatGPT, Claude o Gemini – Nova è il modello proprietario di Amazon – abbiano bisogno di enormi quantità di informazioni e di testi per crescere e migliorare la loro capacità analitica e previsionale. Avendo già attinto a piene mani da internet, ora vengono utilizzati i libri antichi e rari, in particolare quelli fuori catalogo o introvabili, come nuova fonte di addestramento.

Peraltro, i testi scritti hanno il vantaggio anche di evitare che i modelli siano formati sulla base di testi creati dalla stessa AI, con i rischi di degrado e corruzione delle informazioni, portando a fenomeno del cosiddetto “collasso del modello”.

Il gruppo fondato da Jeff Bezos sembra così voler rinnegare il proprio passato indicando che il libro è ormai oggetto per dinosauri. Mentre il futuro si costruisce con l’intelligenza artificiale. La quale, però, ha comunque bisogno di tutta la storia e della cultura dell’umanità per essere all’altezza del domani, rischiando allo stesso tempo di distruggerne definitivamente le fonti.

Articoli correlati