America’s Cup, Napoli accende il conto alla rovescia per un business da oltre un miliardo

Dal 24 al 27 settembre nel Golfo di Napoli si svolge la seconda fase delle regate preliminari con i team che si sfidano con gli AC40

In Piazza Vittoria, affacciata sul Golfo di Napoli, le lancette dell’orologio della Louis Vuitton 38ª America’s Cup ieri hanno cominciato ufficialmente a scorrere: mancano 290 giorni alla Coppa America e 241 giorni alle gare tra gli sfidanti della Louis Vuitton Cup, al via il 22 maggio 2027.

Con la cerimonia di accensione del countdown, alla presenza del ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi, del sindaco e commissario per Bagnoli Gaetano Manfredi, dei vertici di Sport e Salute e dell’America’s Cup Partnership, Napoli ha così vissuto il simbolico passaggio dalla fase progettuale a quella più operativa dell’evento velico più antico al mondo.

Dopo l’esordio a maggio della Road to Naples a Cagliari, dove a fronte di un investimento pubblico di circa 7 milioni è stato stimato un impatto economico di 50 milioni, da domani al 27 settembre, infatti, gli AC40 (barche più ridotte rispetto a quelle che scenderanno in acqua nel 2027) dei team si affronteranno tra Castel dell’Ovo e Posillipo, nella seconda fase della regate preliminari.

Per Napoli la posta in gioco è elevata. Secondo le stime elaborate dal ministero del Turismo e dalla Luiss Business School, l’impatto economico della Coppa America potrebbe superare i 690 milioni entro luglio 2027 e raggiungere 1,2 miliardi nel medio-lungo periodo. Una prospettiva alimentata dalla crescita dei flussi turistici, dagli investimenti infrastrutturali e dalla straordinaria esposizione mediatica che accompagnerà la competizione. I primi segnali sono già evidenti. Per il solo mese di settembre sono attesi fino a 2,2 milioni di arrivi in città, circa la metà provenienti dall’estero. L’America’s Cup si inserisce, del resto, in un processo di riposizionamento internazionale di Napoli che sta attirando nuovi segmenti di mercato, dal turismo congressuale a quello del lusso e della nautica ad alta gamma, con effetti che si spera vadano ben oltre i giorni delle regate.

Il cuore della legacy resta però Bagnoli. Qui l’America’s Cup si sovrappone a uno dei più importanti programmi di rigenerazione urbana del Paese. Il dragaggio dei fondali ha ormai raggiunto l’80%, le opere marittime procedono secondo cronoprogramma e le basi dei team stanno prendendo la loro forma definitiva. Complessivamente il piano di riqualificazione mobilita risorse per circa 1,7 miliardi, tra bonifiche, infrastrutture e interventi di riconversione.

L’America’s Cup, intanto, sta evolvendo verso un modello economico più sostenibile. La nascita dell’America’s Cup Partnership, guidata dal ceo Marzio Perrelli, che riunisce stabilmente i team partecipanti, punta a superare la tradizionale dipendenza dalla forza finanziaria dei singoli consorzi. Il calendario biennale garantirà continuità a sponsor, broadcaster e investitori, mentre la gestione centralizzata di sponsorizzazioni, hospitality, diritti audiovisivi e merchandising dovrebbe rendere più prevedibile la generazione dei ricavi. Anche il portafoglio partner riflette quest’evoluzione con Louis Vuitton, che resta title sponsor, UniCredit, MSC Cruises e Omega che hanno sottoscrittto accordi di lungo periodo. Allo stesso tempo il nuovo protocollo introduce strumenti di controllo della spesa, a partire dal budget cap fissato a 75 milioni e dal riutilizzo a Napoli degli AC75 dell’edizione precedente.

Non è un caso che il numero dei partecipanti per le regate del 2027 sia cresciuto e che si punti a farlo aumentare ancora per i prossimi appuntamenti. L’obiettivo è ampliare la competitività senza rinunciare alla leadership tecnologica, da sempre tratto distintivo della Coppa America, da trasformare in una piattaforma globale dell’entertainment sportivo.

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