
Sulle locazioni brevi i Comuni chiedono tutele per chi è già intervenuto
Una «Zes casa» per accelerare gli interventi nelle aree sotto pressione abitativa e una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine con canoni calmierati. Sono le proposte che il presidente di Ance, Antonio Ciucci, ha messo sul piatto nel corso della sua audizione in Commissione politiche Ue del Senato per l’esame del regolamento sulla salvaguardia della disponibilità di alloggi e della loro accessibilità economica. Un documento sul quale i costruttori non usano mezzi termini bollandolo come risposta «prematura e inadeguata» a un problema che richiede una politica pluriennale.
Positiva, invece, la valutazione sull’avvio del Piano Casa del Governo, considerato una prima risposta alla carenza di offerta. Ciucci mette in fila i numeri e parla di «un forte disallineamento tra domanda e offerta di casa»: basti pensare, scandisce il numero uno di Ance davanti ai senatori, che «i permessi di costruire rilasciati annualmente, che riguardano sia nuove case sia ristrutturazioni, sono diminuiti dell’80% tra il 2005 e oggi: da 260.000 all’anno a poco più di 50.000 all’anno».
Per questo i costruttori propongono una cassetta degli attrezzi per aggredire il problema. Partendo proprio da una [...]
Articolo precedente
Garavaglia, chi è l’ex ministro bocconiano che sfida Salvini al congresso

