
Le temperature estreme avranno un impatto pesante in termini di vite perse: a fine estate i decessi potrebbero raggiungere quota 8mila
Afa e temperature alte continuano, nonostante rovesci sparsi e spesso di forte intensità che stanno colpendo il Nord Italia. Anche lunedì saranno 19 le città con bollino rosso, il livello massimo di allerta per i possibili rischi sulla salute. E le notti tropicali, il caldo persistente e le temperature estreme avranno un impatto pesante in termini di vite perse: a fine estate, i decessi in più legati alle ondate di calore potrebbero essere tra 5.000 e 8.000.
Il 2026 è una delle estati più calde mai registrate nel Paese, con temperature che in molte aree hanno già superato i valori del 2003. Sabato 8 agosto sono stati 26 su 27 i grandi centri urbani monitorati dal ministero della Salute che hanno fatto registrare il livello massimo di allerta.
Domenica e lunedì il bollino rosso è invece per 19: Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo.
Difficile quantificare al momento l’impatto in termini di vite umane. Sono possibili solo proiezioni basate su stime che confrontano l’anno in corso con quelli precedenti. «Se l’attuale andamento climatico dovesse proseguire fino a dopo Ferragosto – spiega Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università Statale di Milano – possiamo ipotizzare un eccesso di mortalità tra il 10 e il 20% superiore rispetto all’estate scorsa». In termini assoluti, secondo Pregliasco, «questo potrebbe tradursi in 1.500-3.000 decessi aggiuntivi in Italia rispetto all’estate 2025, quando si registrarono 4.597 vittime secondo una fonte Ue. Il bilancio complessivo delle ondate di calore potrebbe così raggiungere 5.000-8.000 morti in eccesso».
Le temperature elevate, infatti, aumentano il rischio di scompensi cardiaci e respiratori, con incremento degli accessi ai pronto soccorso e dei ricoveri, soprattutto tra anziani e malati. E con l’afa estrema cambiano anche le regole sul posto di lavoro: via libera a pantaloncini e gonne più corte, realizzati con tessuti leggeri, per i dipendenti di Arca Puglia, l’Agenzia regionale per la casa e l’abitare, ma nel rispetto dei “principi di sobrietà e decoro”, si legge nella lettera inviata ai dipendenti. Caldo e siccità pesano anche sull’ambiente.
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