
Anker è un’azienda che è nata facendo accessori per la ricarica di dispositivi hi-te, ma negli anni che ci separano dalla sua nascita ha fatto parecchia strada e all’IFA di quest’anno prova ad allargare ancora un po’ il proprio terreno di gioco, andando oltre power bank, auricolari, telecamere e robot domestici. Il nuovo focus sembra molto legato al trend che ci accompagnerà nei prossimi anni, quello dell’elaborazione locale dei dati, applicata prima alla persona e poi all’intera abitazione. Il primo esempio lo si vede nei nuovi prodotti per il sonno che non si limitano più a facilitare il passaggio tra le braccia di Morfeo secondo le istruzioni dell’utente, ma raccolgono alcuni dati fisiologici e li analizzano per attivare routine sonore diverse. Una logica che ritorna, poi, con la promettente MindBase, il cervello AI mostrato in anteprima e che promette meraviglie.
Per supportare questa nuova vocazione al dato, Anker ha deciso di riunire progressivamente sotto un unico marchio i suoi cinque brand: Anker, Anker Solix, soundcore, eufy ed eufyMake. La motivazione sta nel fatto che le cinque divisioni devono ormai operare a stretto contatto perché l’AI, la robotica e il computing locale sono ormai in ogni singolo prodotto.
La nuova immagine che Anker vuole dare di sé è quella di un’azienda fortemente innovativa e parte con l’interessante SleepLab Pro, dove l’azienda elimina il wearable per il monitoraggio del sonno e lo sostituisce con uno speaker da comodino che incorpora un radar a 60 GHz in grado di osservare il sonno senza contatto fisico, misurando frequenza cardiaca e respiratoria e distinguendo, secondo l’azienda, quattro fasi del riposo. I dati vengono poi utilizzati per personalizzare i contenuti sonori riprodotti durante la notte. Questo “allontanamento” dal dispositivo di controllo per trasformare un pezzo di arredo in un punto di raccolta dati è un cambio importante di prospettiva che, se ben realizzato, renderà tutto molto più comodo: niente più dispositivi da indossare durante il sonno né accessori da dover ricaricare. Ogni SleepLab Pro può controllare una sola persona durante la notte e questo lo rende personale anche senza doverlo portare addosso. I dati vengono poi, ovviamente, inviati all’app per analisi e informazioni all’utente. In attesa che arrivi sul mercato, possiamo comunque fare affidamento su Sleep 4 Pro e SleepLab Pro, due coppie di auricolari progettati espressamente per essere indossati durante la notte, con l’obiettivo di attenuare i rumori esterni e facilitare il riposo. La versione Pro aggiunge però una componente di monitoraggio fisiologico: utilizza PPG, frequenza cardiaca e variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e combina queste informazioni con un sistema denominato Track-Assess-Adjustment: non si limita a proporre una libreria di rumori bianchi o paesaggi sonori, ma usa i dati raccolti per adattare dinamicamente l’audio attraverso BioSync. La custodia diventa a sua volta un piccolo terminale autonomo, con touchscreen, sveglia e accesso alle statistiche, riducendo la necessità di tenere lo smartphone accanto al letto.
Lo stesso principio — raccogliere dati, interpretarli vicino alla [...]

