
Digos in 18 città alla vigilia dei cortei, 51 indagati sono minorenni. La Dda di Bari contesta devastazione e saccheggio con finalità di terrorismo per il gruppo Telegram “23 ottobre rivolta Bari”. Nelle chat del Movimento 17 ottobre il modello francese: «Blocchi ovunque, distruzione di banche»
Istigazione a commettere reati, devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo. Gli avvisi di garanzia arrivano in tutta Italia, a gruppi di antagonisti, il giorno prima delle grandi manifestazioni in programma a Milano, Bologna, Torino, Firenze, Padova, Bari e Genova. A Bari la Direzione distrettuale antimafia contesta la «promozione» di scontri anche con «l’uso di molotov». La tensione sale ovunque. E in tutto il Paese la Digos sta eseguendo cento perquisizioni con notifica di avvisi di garanzia.
Blocchi, devastazioni, piazze imprevedibili. È il modello francese. Nelle chat Telegram del Movimento 17 ottobre c’è chi vuole importarlo: «Dobbiamo fare come in Francia. Lì sono ben organizzati e, soprattutto attivi». Il gruppo cresce: aumentano i partecipanti, si moltiplicano i canali che ne riprendono il nome e rivendicano lo scontro con il governo Meloni. Da Roma a Milano, da Bologna a Firenze, fino a Torino, Genova e Padova. Un movimento in apparenza spontaneo, eterogeneo. Chi ci sia dietro non è chiaro. Il calendario, invece, è già scritto nelle chat: manifestazioni «permanenti» da sabato 24 ottobre a Roma e, lo stesso giorno, nuove mobilitazioni a Milano, Bologna, Torino, Firenze, Padova, Bari e Genova.
Sulla comparsa di questi gruppi lavora la Polizia di prevenzione, la direzione coordinata dal Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno.
A preoccupare è soprattutto il rischio di emulazione. La Francia, attraversata da forti tensioni, torna di continuo nelle conversazioni. E c’è chi ne indica la strategia da seguire: lì «le piazze non sono strutturate», «il segreto è proprio che sono diffusi, imprevedibili e creare scompiglio dove non se lo aspettano. Blocchi ovunque, distruzione di banche, vetrine di lusso, municipi».
Circolano anche indicazioni pratiche: un opuscolo condiviso, una guida alle manifestazioni che spiega come muoversi nei cortei e negli scontri con le forze dell’ordine. È un altro tassello, insieme ai messaggi che arrivano a invocare «dobbiamo occupare il Parlamento».
Polizia di Stato e Digos hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di circa 100 persone, identificate per i gravi disordini e i danneggiamenti delle manifestazioni del 17 e 18 ottobre scorsi. Tra loro, 51 minorenni. L’operazione, su delega dell’Autorità giudiziaria e in parte d’iniziativa, ha toccato 18 città, prevalentemente al Nord: Aosta, Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Cremona, Firenze, Genova, Lodi, Monza, Napoli, Padova, Pescara, Varese, Verbania e Verona. All’origine, la violenza di piazza dei cortei: scontri con le forze dell’ordine, devastazioni di negozi e arredi urbani. I reati ipotizzati, a vario titolo: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, danneggiamento, custodia di armi od oggetti atti ad offendere, travisamento e invasione di terreni ed edifici.
A Bari la Digos esegue un’operazione su mandato dei magistrati. Secondo la Dda di Bari, «è emersa l’attuale operatività nel web di un gruppo telegram denominato “23 ottobre rivolta Bari” (visionabile da chiunque abbia un account telegram), i cui partecipanti stanno ponendo in essere attività di apologia del reato di cui all’art 419 c.p. con finalità di terrorismo, promuovendo e pubblicizzando (anche formulando inviti e raccogliendo adesioni) imminenti mobilitazioni di massa da effettuarsi nel centro di Bari, finalizzate alla commissione del delitto di cui all’art 419 c.p., anche con uso di armi e bottiglie molotov».
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