Il nuovo modello eguaglia le prestazioni del più grande Fable 5.1, riduce del 30% i tempi di esecuzione e costa il 20% in meno rispetto al predecessore
Offre le stesse prestazioni del “fratello maggiore” Fable 5.1, i suoi costi di funzionamento sono inferiori del 40% rispetto al suo predecessore e arriva con meccanismi di salvaguardia in tema di cybersecurity e life science: Anthropic rilascia Claude Opus 5.5, un modello «costruito per i compiti complessi che le aziende nostre clienti affrontano ogni giorno in settori come i servizi finanziari, quelli legali e lo sviluppo software», si legge in una nota.
Opus 5.5 viene descritto come il modello con le prestazioni migliori tra quelli sviluppati dall’azienda e porta con sé «significativi miglioramenti» relativamente ad alcuni comportamenti che di recente hanno causato incidenti legati alla cybersecurity, come gli hackeraggi condotti da tre diversi sistemi dell’azienda ad altrettante organizzazioni nel luglio scorso, pochi giorni dopo quello che ChatGPT ha condotto ai danni di HuggingFace.
E proprio in questo senso, il nuovo modello è rilasciato con un sistema di salvaguardia simile a quello attivo su Fable 5.1 in ambiti come la cybersicurezza, la biologia e lo sviluppo di modelli di frontiera. In buona sostanza, quando si toccano questi temi e si varcano dei limiti, la conversazione viene spostata in automatico su modelli meno potenti.
Gli sviluppatori potranno usare Opus 5.5 per identificare e aggiustare dei bug nel loro codice, ma la maggior parte delle richieste in ambito di cybersecurity finiranno su Opus 4.8. Le questioni legate alla biologia e allo sviluppo di modelli avanzati, invece, su Opus 5.
Centri di ricerca certificati potranno chiedere di entrare a far parte del Life Sciences Verification Program e, nelle prossime settimane, sarà ampliato l’accesso al Cyber Verification Program, due elenchi di aziende che operano nelle scienze della vita e nella cybersecurity che avranno così garantito l’accesso ad Opus 5.5 e potranno usarlo senza i limiti imposti agli altri utenti.
L’utilizzo dell’ultimo nato di casa Anthropic avrà un costo inferiore del 20% rispetto al predecessore: 4 dollari per milione di token in fase di input e 20 dollari per milione di token in fase di output. Inoltre riduce i tempi di esecuzione di circa il 30%. L’azienda ha deciso che saranno gli utenti a beneficiare dell’efficienza garantita da Opus 5.5, nel senso che i token delle finestre di utilizzo di 5 ore, quelle che si aprono ogni volta che si inizia una sessione con Claude, saranno aumentati del 20% per tutti i modelli. Mentre i limiti d’uso settimanali cresceranno del 25%. Non vengono specificate le modalità, ma la nota diffusa da Anthropic parla anche dell’introduzione della possibilità di conservare una quota di utilizzo da spendere quando un utente ne ha bisogno.
Da notare infine, come fa la stessa Anthropic nel comunicato stampa, che questo è il primo rilascio di un nuovo modello dopo che lo stesso ceo dell’azienda Dario Amodei ha lanciato un appello per un rallentamento nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. I meccanismi di salvaguardia introdotti, in altre parole, vanno nella direzione delle preoccupazioni espresse dal numero uno dello studio che sviluppa Claude. Inoltre, prima del rilascio, Opus 5.5 è stato testato da Frontier Design e METR, due centri di ricerca che si occupano di mettere alla prova la sicurezza degli LLM. Ma, con buona pace degli appelli al rallentamento, lo stesso comunicato annuncia che nelle prossime settimane arriveranno le versioni 5.5 anche di Sonnet e Haiku, i due modelli meno potenti di Claude disponibili sul mercato.
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