
In tutto secondo i sindacati la protesta – adesione media del 70% – ha interessato una platea di oltre 1.600 dipendenti dei 17 negozi della multinazionale statunitense nel nostro Paese
Adesione media del 70% per la giornata di sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di Apple Retail Italia, che si svolge in concomitanza con l’arrivo dei nuovi iPhone (18 e 18 Pro, mentre l’atteso ’Duo’ arriverà il 23 settembre) negli store italiani. È quanto si legge in una nota della Fisascat Cisl, che ha proclamato lo sciopero insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria per l’intero turno di lavoro, con presidi davanti ai punti vendita. In tutto secondo i sindacati la protesta ha interessato una platea di oltre 1.600 dipendenti dei 17 store della multinazionale statunitense. Le rivendicazioni: organici adeguati, carichi di lavoro sostenibili e il riconoscimento del contributo del personale ai risultati del gruppo.
A Roma circa cento dipendenti dei negozi hanno animato il presidio autorizzato in piazza Capranica, a pochi passi dallo store di via del Corso. Al centro dell’attenzione dei sindacati c’è il divario tra l’andamento economico della multinazionale e le condizioni di chi opera nei punti vendita. A fronte di vendite e profitti in crescita e di una capitalizzazione globale che si aggira sui 5.000 miliardi di dollari, i sindacati denunciano organici insufficienti, ritmi sempre più intensi e crescenti pressioni sulla produttività. “Lo sciopero dà seguito allo stato di agitazione avviato a giugno e al mandato espresso dalle assemblee del 7 settembre, svolte simultaneamente negli store italiani.
Il confronto con il personale ha evidenziato un peggioramento delle condizioni di lavoro, anche in relazione all’introduzione di processi e procedure che, secondo le rappresentanze sindacali, accrescono le richieste di produttività senza un’adeguata attenzione al benessere delle persone. Le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali prevedono un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una quota del personale a tempo determinato e l’incremento volontario degli orari dei dipendenti part-time. Interventi da modulare sulle esigenze dei singoli punti vendita, con tempi certi di attuazione”, si legge nella nota.
“l’azienda non ha manifestato disponibilità ad [...]
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