
All’incontro con Mantovano presenti Crosetto e i vertici dell’intelligence e delle Forze armate. Fari puntati sulla sicurezza del transito a Bab el-Mandeb
I timori di un’escalation in Arabia Saudita agitano il Governo. Alle prossime mosse nel Mar Rosso è stato dedicato un vertice a Palazzo Chigi presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, presenti il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e i vertici dell’intelligence e delle Forze Armate. Duplice l’obiettivo perseguito dall’Esecutivo di Giorgia Meloni: ridurre al minimo i rischi per i nostri mezzi e militari dislocati nelle basi saudite e fare tutto ciò che è necessario per assicurare il transito dei cargo italiani attraverso lo Stretto di Bal el-Mandeb.
C’è questo dietro lo scarno messaggio diffuso da fonti di Palazzo Chigi che hanno reso noto il summit, presentando l’incontro come «l’occasione per fare il punto e condividere un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence relativi alle principali aree di crisi nel mondo».
«Oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, e al Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Sq. Fabio Gregori, abbiamo fatto il punto sulla situazione operativa delle missioni italiane, con particolare riferimento al quadrante mediorientale», si legge in una nota del ministro della Difesa. «Sono in corso valutazioni, con principale focus sulla sicurezza dei contingenti, sulla presenza nazionale nell’area. Come reso noto anche dal portavoce degli Houti non c’era alcuna volontà di colpire un assetto italiano. Intanto, per tutti gli assetti e in particolare per quelli aerei sono state adottate misure per incrementarne le condizioni di sicurezza. In ogni caso, sarà assicurata la continuità delle attività operative nel rispetto degli impegni internazionali assunti con la partecipazione ad Inherent Resolve e la tutela del nostro personale».
Crosetto sarà al Question Time alla Camera mercoledì alle 15. Le opposizioni formalizzeranno nelle prossime ore la richiesta di una informativa su quanto accaduto al caccia Eurofighter F-2000 italiano, colpito e danneggiato durante la notte tra giovedì e venerdì scorso, in un attacco contro la base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita.
Proprio le incursioni degli Houthi sarebbero state al centro del confronto con Mantovano. Le bocche sono cucite, ma sarebbe stata condivisa l’ipotesi, anticipata sulle pagine di Repubblica, di un ritiro parziale degli aerei militari italiani da Ta’if, a partire dai più costosi: i quadrimotori cargo C-130J, che potrebbero essere spostati a Riad o negli Emirati, in luoghi meno esposti, e soprattutto il velivolo radar Gulfstream Caew, capace di intercettare quel che accade nel raggio di 500 chilometri.
Nel frattempo, continua il lavorìo a livello diplomatico e di intelligence per garantire la sicurezza del transito attraverso Bab el-Mandeb. Sono state accolte positivamente le aperture dell’Alta Rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, sul rafforzamento del contingente della Missione Aspides «per far fronte all’aumento del livello delle minacce» chiesto da Crosetto. L’Italia è disponibile a fare la sua parte, e attende che altri Paesi facciano lo stesso. Auspicando che Bruxelles divida i costi aggiuntivi tra i Ventisette.

