La corsa alle armi rompe i confini terrestri per approdare nello spazio. La recente ammissione giunta per bocca del segretario dell’Air Force Troy Meink, durante l’annuale conferenza in Maryland, segna il superamento di un confine storico: il dispiegamento ufficiale e pubblico di armi di controllo in orbita.
La narrazione di Washington, in perfetta continuità con l’eredità dell’amministrazione Trump che nel 2019 istituì la Space Force, si regge sul collaudato paradigma della difesa preventiva. «Garantire di essere pronti ad affrontare le sfide di minacce in evoluzione», ha dichiarato Meink, giustificando il possesso di mezzi in grado di difendere le forze americane da azioni ostili. Eppure, dietro il lessico rassicurante della protezione, si profila una decisa accelerazione verso la militarizzazione del cosmo, svincolata dalle precedenti cautele diplomatiche.
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