Arredo, Porada apripista per l’India con la certificazione BIS

L’azienda di Como ottiene la BIS, dallo scorso febbraio obbligatoria per esportare nel Paese asiatico

«Perché lo abbiamo fatto? Perché ci piacciono le scommesse difficili». Scherza Mauro Nastri, export manager di Porada, azienda dell’arredo fondata a Como nel 1968 da Luigi Allievi e oggi guidata dalla seconda generazione, con Tiziano Allievi come amministratore delegato. Scherza ma non troppo, perché non è stato facile ottenere la certificazione BIS (Bureau of India Standards), dallo scorso febbraio obbligatoria per tutte le aziende dell’arredamento che vogliono esportare e commercializzare in India i propri prodotti soggetti alla normativa.

Porada è tra le prime aziende italiane a raggiungere questo traguardo e l’auspicio, precisa Nastri, «è che presto ne arrivino molte altre, perché questo aiuterà a costruire un mercato. Più saremo e più il design made in Italy sarà competitivo».

Ma l’iter non è stato dei più semplici, ammette: «È stata un’operazione lunga e anche costosa, perché al di là dei costi in sé di certificazione, dietro c’è tutta una serie di costi nascosti, a cominciare dal lavoro di documentazione di risorse allocate anche in termini di personale – spiega l’export manager -. L’analisi degli accertatori è stata lunga e scrupolosa, abbiamo dovuto spedire in India tutti i prodotti da verificare ed è stata accertata anche tutta la componentistica, dalle viti alle spine di legno per assemblare i mobili. Quindi anche la filiera deve essere certificata e i nostri fornitori per fortuna lo erano, altrimenti i tempi si sarebbero ulteriormente allungati». [...]

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