
Sei misure cautelari, un fermo di indiziato di delitto e 10 persone arrestate in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale
Una complessa attività investigativa avviata nel 2024 nell’ambito dell’operazione ’Fly Trap’ della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari, di un fermo di indiziato di delitto e all’arresto di 10 persone in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, dopo 23 perquisizioni locali, personali ed informatiche disposte dalla Procura della Repubblica nei confronti dei soggetti indagati, sia in qualità di amministratori che di semplici membri, dell’associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, commercio, divulgazione e pubblicizzazione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico oggetto della presente indagine.
Le investigazioni sono state avviate dalla Polizia Postale nel 2024 a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ’New Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico. Le attività investigative effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, consentivano di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel mese di maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura.
“Un commercio indegno di minori”. Lo ha detto il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, nel corso di una conferenza stampa negli uffici di piazzale Clodio per illustrare i risultati dell’indagine che ha portato all’arresto di 17 persone accusate di far parte di una organizzazione dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico.
“È stata una indagine particolarmente importante, non solo per i numeri. Quella che abbiamo scoperto era una organizzazione con una struttura paragonabile a una società multinazionale e con figure chiave che svolgevano funzioni di amministratore”, ha spiegato il responsabile degli inquirenti della Capitale affermando che “decisiva è stata la capacità di un agente che è riuscito a infiltrarsi in questa organizzazione e a conquistare la fiducia dell’organizzazione fino a diventare anche lui amministratore” del gruppo, ha aggiunto Lo Voi.
E’ emerso – ha continuato – “un orrendo fenomeno criminale” dove “l’organizzazione contava oltre mille utenti nel mondo, di cui oltre 20 in Italia, che pagavano con criptovalute per poter accedere ai contenuti”, dai 3 ai 9 dollari mensili. Il dato “sconfortante è la novità che riguarda la giovane giovane età dei membri dell’organizzazione e la capacità di generare denaro per questo orrendo fenomeno criminale” ha evidenziato Lo Voi.
Più nel dettaglio, grazie all’attività investigativa, protrattasi incessantemente dal 2024 al 2025 con la collaborazione dell’Agenzia statunitense HSI e in raccordo con la competente A.G., personale specializzato del C.N.C.P.O riusciva a creare nel tempo un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da ’co-amministratore’ all’interno dei diversi gruppi di pedopornografia, spesso creati in diverse versioni, dopo la chiusura, con nomi fantasiosi per assicurarne l’anonimato e la riconoscibilità dai soli partecipanti (New Saga-La Zanzara 2, con le versioni 3 e 4 – renew).
Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine venivano utilizzati dagli amministratori ’canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato ’La Sala dei Re’, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare. Le investigazioni hanno documentato in maniera dettagliata l’esistenza di un’articolata organizzazione composta da diversi amministratori con compiti di gestione e promozione dei diversi gruppi creati per la diffusione del materiale pedopornografico, di predisposizione dei servizi connessi per assicurare l’anonimato e per criptarne il contenuto, tra questi quelli di cloud e di server virtuali, di moderazione dei contenuti, di creazione di bot, programmi automatizzati capaci di gestire i numerosi utenti, per garantire la continuità della comunità anche in caso di chiusura dei gruppi o perdita degli account.
L’attività operativa consentiva di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con [...]
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