Assemblea Onu al via, Trump vede Macron e Zelensky. Giovedì visita di Stato di Xi

Guerre e crisi irrisolte al centro dell’ottantunesima assemblea generale. Ma l’attenzione è puntata sugli incontri bilaterali del presidente americano, che poi riceverà a Washington il leader cinese

NEW YORK – L’81esima Assemblea generale dell’Onu apre il dibattito messa all’angolo dalla propria impotenza, al cospetto di guerre e crisi irrisolte – dall’Iran all’Ucraina e alla tragedia palestinese a Gaza e in Cisgiordania. E da un presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che interverrà oggi davanti a delegazioni di 193 paesi al via della settimana ad alto livello delle Nazioni Uniti, più che mai dedito all’unilateralismo di America First.

Uno dei conflitti, l’Ucraina, ha dominato l’apertura dei lavori. In attesa oggi del colloquio a margine con il presidente Volodymyr Zelensky, Trump ha fatto filtrare una richiesta di de-escalation e fine ad attacchi alle infrastrutture energetiche dell’invasore russo in nome dello shock globale su benzina e diesel. «La guerra tra Russia e Ucraina è di gran lunga il conflitto più difficile», ha ammesso il vice presidente JD Vance, auspicando tuttavia «progressi» definiti una «questione di tempo».

L’Ucraina è stata oggetto anche di un faccia a faccia già tra Trump e il leader francese Emmanuel Macron, con l’Europa che preme per un maggior sostegno Usa. Macron ha detto di volersi rivolgere a Trump «con franchezza per orientarlo verso buone decisioni» sul sostegno a Kiev. Trump vedrà oggi anche il nuovo premier britannico Andy Burnham.

Ma la visita del presidente a New York all’Onu è in realtà cominciata all’ombra di controversie domestiche e non solo internazionali: il consorzio di reti Tv che copre gli eventi della Casa Bianca ha sospeso l’attività in protesta contro l’ultimo assalto del presidente alla libertà di stampa, la messa al bando di Cnn, assieme a MS Now e Politico, perché sarebbero fake news. Questo non ha fermato Trump: nel pomeriggio, forse a caccia di improbabili consensi, ha visto il sindaco progressista e musulmano della città, Zohran Mamdami, con cui ha esibito finora distesi rapporti nonostante le molte differenze.

In serata, riflettori nuovamente sulla diplomazia in stile Trump: ha tenuto un ricevimento alla sua Trump Tower, secondo l’ambasciatore Usa al Palazzo di Vetro Mike Waltz per rivendicare la forza dell’amministrazione e l’obiettivo di altro conflitto, questo scatenato da Trump e giunto al settimo mese: impedire che Teheran ottenga armi atomiche. Il presidente parteciperà inoltre nelle prossime ore ad un vertice del Consiglio di cooperazione dei paesi arabi del Golfo mentre gli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran, alzano il tiro colpendo l’Arabia Saudita. Trump avrà infine il primo faccia a faccia con la neo-leader del Venezuela Delcy Rodriguez, installata dall’intervento militare Usa.

Nessun incontro è invece in programma tra Trump e l’israeliano Benjamin Netanyahu, partner nella guerra contro l’Iran oggi scosso da accuse di genocidio contro i palestinesi. Bibi parlerà all’Onu giovedì, dopo che Trump sarà già rientrato alla Casa Bianca per quello che ha preparato come il suo più importante impegno di politica estera, pur lontano dall’Onu: la visita di stato a Washington del cinese Xi Jinping, decisa per rendere più stabili le relazioni e il dialogo tra le grandi potenze rivali in un clima avvelenato da ambizioni strategiche ed economiche. Xi, tra voci su problemi di salute emerse durante il recente vertice dei Brics in India, ha confermato il viaggio, che prevede gala e onori militari. Portavoce di Pechino hanno descritto il summit come dedicato a «grandi questioni bilaterali e a pace e sviluppo mondiale» e a «gestire in modo appropriato le differenze». L’agenda è fitta, dai rapporti cinesi con l’Iran a Taiwan e al duello sull’intelligenza artificiale. Alla cena con Xi ci sarà l’elite tech Usa.

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